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Generazione c'era
partecipazione ad agenda rossa Roma 26/9/2009
senza partiti, senza padrino
Il carbone dell’Enel fa un morto al giorno e costa due miliardi l’anno

Greenpeace Italia anticipa al Fatto Quotidiano il suo rapporto su Enel, basato sulle ricerche della fondazione olandese SOMO e della European Environmental Agency (EEA). Investimenti minimi nelle nuove rinnovabili, sostegno anacronistico al carbone e nucleare all’estero.

Un morto al giorno, 366 l’anno per la precisione. Sono quelli riconducibili all’inquinamento prodotto dalle centrali a carbone dell’Enel secondo la proiezione della Fondazione Somo per Greenpeace Italia. Applicando i parametri dell’Agenzia Europea per l’Ambiente alle emissioni in atmosfera delle centrali della compagnia ex pubblica emerge che “le morti premature associabili alla produzione di energia da fonti fossili di Enel per l’anno 2009 in Italia sono 460. I danni associati a queste stesse emissioni sono stimabili come prossimi ai 2,4 miliardi di euro. La produzione termoelettrica da carbone costituisce una percentuale preponderante di questi totali: a essa sono ascrivibili 366 morti premature (75%), per quell’anno, e danni per oltre 1,7 miliardi di euro (80%)”. Un responso implacabile che la Fondazione ha trasmesso all’Enel ricevendo, purtroppo, risposte molto elusive.

“Lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili unito alla perdurante stagnazione della domanda di energia elettrica sta rendendo difficile la copertura dei costi di produzione degli impianti convenzionali, mettendo a rischio la possibilità di tali impianti di rimanere in esercizio”. L’ha dichiarato un mese fa Paolo Colombo, presidente dell’Enel, seguito a ruota dall’amministratore delegato Fulvio Conti, che ha chiesto di “correggere le forme di incentivi per le fonti rinnovabili” calibrando meglio i sussidi nel prossimo decreto allo studio del governo nazionale, per “dare impulso ad altre filiere”.
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di Marco Atella e Andrea Di Stefano

fotne il fatto quotidiano


Foto da greenpeace dal titolo Enel, il carbone costa un morto al giorno
Rifiuti e mafia: ecco le scatole cinesi dei Rosafio

di Maria Luisa Mastrogiovanni
Ci sono storie difficili da raccontare, perché per farlo bisogna essere pazienti, raccogliere le carte, le prove, studiare, attendere gli esiti processuali.
Poi ad un certo punto improvvisamente il quadro è chiaro.
E si può raccontare.
Questo è l'affresco, probabilmente non esaustivo, della galassia societaria Rosafio-Scarlino.

Raccontiamo a ritroso, partendo dall'altro ieri, quando è stato chiaro, grazie all'ordinanza del Tar di Lecce, che il rischio di infiltrazioni mafiose nella Cogea c'è, e per questo il Comune di Casarano ha revocato l'appalto per il servizio di raccolta rifiuti, affidato in via provvisoria proprio alla Cogea e successivamente in via definitiva alla Igeco, arrivata seconda.
Il rischio c'è, e per questo il Tar ha rigettato il ricorso avanzato dall'azienda riconducibile all'universo societario della famiglia Rosafio-Scarlino.

Il Tar cita diverse informative, ben tre, che costituiscono le basi su cui le Prefetture di Lecce e Roma hanno ‘cementificato' l'informativa antimafia.
Sono la nota del 21 febbraio scorso della Guardia di Finanza di Lecce, Nucleo della Polizia tributaria; quella del comando provinciale dei Carabinieri di Lecce, dello stesso giorno e quella della squadra mobile di Lecce del 2 marzo. Lo stesso giorno il Comune di Casarano ha revocato l'incarico alla Cogea affidandolo alla Igeco, confermandolo con una seconda determina il giorno dopo.

"Ero fermamente convinta di quello che facevo – ha dichiarato la commissaria al Tacco d'Italia -. All'inizio nessuno voleva venirmi dietro. Pensavano fossi pazza. Invece quando si lavora con alto senso delle istituzioni, le cose possono cambiare davvero".
I rapporti tra la Geotec e la Cogea sono tessuti su una ragnatela fittissima di intersezioni societarie.
E portano lontano, al Nord, nella rossa Emilia, dove si innestano in due colossi capaci di trasformare la monnezza in oro: il Cns, il Consorzio nazionale servizi di Bologna, e la Lombardi ecologica di Conversano, per arrivare al sud del sud, a Botrugno, Gallipoli, Morciano di Leuca, dove è il cuore nascosto dei loro affari.

Come si può tessere una tela così estesa e quindi inafferrabile?
L'anello di congiunzione tra la Geotec e la Cogea è l'Anci ambiente, con sede in via Pedone 6 a Gallipoli fino all'8 aprile del 2011, quando viene trasferita in un paesino di 7000 anime in provincia di Bologna, Pieve di Cento, in piazza Partecipanza 23.
L'"Anci ambiente", è partecipata da Demetra ambiente coop (legale rappresentante Vito D'amico, di Morciano di Leuca) che è al 100% partecipata da Geotec. All'interno della compagine troviamo anche "Geco ambiente", di cui è proprietario Gianluigi Rosafio, che l'anno scorso cancella l'azienda dalla Camera di commercio di Lecce e la trasferisce a Bologna, dove, con la stessa partita iva, cambia nome in "Formula servizi". A questo punto l'incastro diventa ancor più fitto: della "Formula servizi" è proprietario e amministratore delegato il solito Gianluigi Rosafio e l'Anci ambiente compra anche quote della "Formula servizi", che dunque fa parte della compagine di Anci e ne è a sua volta partecipata.
Di Anci ambiente fanno parte alcune aziende ora in liquidazione: Antares (legale rappresentante Marilena Muci); All services; e "Progetto ambiente menhir". Tenete a mente quest'ultimo nome perché tornerà nel racconto per vie inaspettate.

"Anci ambiente", porta in giro per l'Italia il pesante fardello di siffatta compagine societaria, come se ne volesse far perdere le tracce. Dalla Camera di commercio di Lecce l'11 aprile dell'anno scorso si trasferisce in quella di Bologna; sta lì buona e ferma tre mesi e poi il 14 luglio si trasferisce alla Camera di Commercio di Foggia e qui, voilà, cambia nome in Cogea. Legale rappresentante tal Fabio Manni di Soleto e direttore tecnico tal Grecolini, compaesano di Manni.

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Fonte: Il tacco d'Italia del 21/4/2012


Porto Miggiano, scattano querele contro attivisti. E la rete si scalda

Il primo cittadino di Santa Cesarea ha deciso di adire alle vie legali contro tre ragazzi del comitato ambientalista di tutela dell'area. Solidarietà ai giovani dal popolo di facebook al grido: "Sindaco, denuncia anche me"

SANTA CESAREA TERME - La vicenda di Porto Miggiano ancora una volta catalizza le attenzioni dei social network. Dopo la decisione del sindaco di Santa Cesarea Terme di adire le vie legale e di querelare per diffamazione alcuni ragazzi facenti parte del comitato di tutela, è iniziata una vera e propria querelle in rete, con iscritti e simpatizzanti che si schierano con gli ambientalisti al grido di "Sindaco, denuncia anche me".
Un vero e proprio tormentone che sta rimpallando sul web e che riaccende le luci e le polemiche su un caso ormai dai contorni nazionali. La linea tra la diffamazione, secondo quanto sostenuto da Cretì, e il diritto di critica sugli interventi operati nell'area interessata, secondo quanto sostenuto dai rappresentanti del comitato, appare davvero sottile. Intanto, l'avvocato Caterina Rizzelli si è messa a disposizione delle persone querelate, per offrire loro il proprio patrocinino in maniera completamente gratuita.

Fonte LeccePrima

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Denunciati tre componenti del Comitato di Tutela per Porto Miggiano


Il sindaco di Santa Cesarea Terme, Daniele Cretì, ha querelato 3 uomini del Comitato di Tutela per Porto Miggiano per fatti risalenti al 22 febbraio scorso. Proteste da Facebook e dichiarazioni di alcuni dei protagonisti.
Si conosce l’identità per 2 di loro, G.L., residente a Poggiardo e titolare di un’impresa edile, e S. M., medico residente a Parma ma salentino d’origine. Il terzo uomo denunciato non si è ancora rivelato.
Questi i due uomini convocati in procura, hanno dichiarato anche su Facebook di essere i protagonisti della vicenda, che sta assumendo i tratti di una vivace protesta, seppur pacifica.
Prontamente alcuni componenti del Comitato, avvocati per professione, hanno messo a disposizione dei denunciati, le proprie competenze pro bono e sono l’avvocato Caterina Rizzelli di Lecce e Vincenzo Scarpello di Maglie.

Jenny De Cicco
Fonte Otranto Oggi


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Rifiuti, si alla strategia rifiuti zero

La soluzione c'è e si chiama Strategia Rifiuti Zero. A questa Strategia hanno aderito tantissimi comuni in Italia e nel Mondo con estremo successo! Un esempio eclatante e virtuoso è il comune di Ponte nelle Alpi (Bl) che in meno di 8 mesi è riuscito a giungere a risultati strabilianti e ad oggi risulta il comune con la più alta percentuale in Italia di raccolta differenziata, oltre il 90%.  Proprio a Ponte nelle Alpi hanno scongiurato la creazione di una velenosissima discarica e non bruciano nulla. La loro spesa dedicata al conferimento, in inceneritore o discarica, dopo l'adozione di un virtuoso e attentissimo ciclo dei rifiuti è passato da 560.000 € a 40.000 €!


Rifiuti, Salento in tilt

Il Salento è ad un passo dall'emergenza ambientale. I dipendenti del Consorzio Cogeam che gestisce i tre impianti di raccolta rifiuti di Cavallino, Poggiardo ed Ugento, 60 in tutto, ieri hanno incrociato le braccia ed hanno scioperato generando disagi nell'intera provincia e file di camion davanti ai cancelli delle discariche in attesa di poter conferire i rifiuti.
Motivo dello sciopero è la mancanza di garanzie sulla corresponsione dello stipendio. L'arretrato riguarda solo una mensilità, ma altre volte, in passato, è capitato di attendere anche per diversi mesi ed è una situazione che oggi non sarebbe più sostenibile.
"Ci rendiamo perfettamente conto della condizione in cui gettiamo i nostri dipendenti – dichiara Nicola Lacalaprice, responsabile del personale per la Cogeam – ma non possiamo fare diversamente. Le Ato non pagano e non sappiamo come portare fede ai nostri impegni. In altre occasioni abbiamo anticipato gli stipendi, accumulando debiti su debiti, ma ora non ce la facciamo più a sostenere le spese. Che cosa dovremmo fare, chiudere? Forse è l'unica alternativa che ci resta".
L'effetto di una gestione in monopolio del servizio di gestione rifiuti è che oggi il consorzio Cogeam attende 9 milioni di euro dalle tre Ato salentine. Il problema più grosso riguarda l'Ato Lecce2,
quella a cui sono consorziati i Comuni che conferiscono i rifiuti nell'impianto di Poggiardo. Lacalaprice riferisce che quest'Ato non ha mai pagato. "Mentre le altre hanno dimostrato un certo impegno ed una certa volontà a colmare il debito, anche se versando di volta in volta un decimo del dovuto, l'Ato Lecce2 se n'è sempre disinteressata, accumulando il debito più grosso, circa 6 milioni di euro, che non riuscirà mai a pagare".
"Io mi chiedo – continua -: che fine fanno i soldi che i cittadini versano per la Tarsu? L'unica risposta è che i Comuni li usino per altri fini, tranquilli del fatto che un servizio pubblico non si può interrompere. A ciò si aggiunge che, in occasione di scioperi come quello di ieri, i sindaci poi ci denunciano per interruzione di pubblico servizio. Hanno il coltello dalla parte del manico perché noi siamo obbligati a garantire un servizio ai cittadini; ma noi a quale garanzia ci possiamo appellare? L'anno scorso abbiamo perso 2 milioni di euro e l'anno prima circa un milione e mezzo. Non possiamo continuare così".

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Fonte il Tacco d'Italia

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Vertice in Prefettura per scongiurare l'ennesimo blocco rifiuti

L'incontro odierno per dare risposte al rischio di un ennesimo stallo del sistema, per via dell'agitazione dei lavoratori e dei debiti dei comuni, porta qualche rassicurazione sul versante degli impegni. Ma la preoccupazione resta

LECCE - Rifiuti e veleni, il Salento, dopo il blocco dei giorni scorsi di tutti gli impianti del ciclo rifiuti, per la protesta dei lavoratori delle aziende e le situazioni debitorie pendenti da parte dei Comuni, sembra essere tornato alla normalità. Sembra, appunto, perché una nuova emergenza è dietro l'angolo, con il rischio di un nuovo blocco nelle prossime ore.
Per scongiuralo il Prefetto, Giuliana Perrotta, ha convocato quest'oggi una riunione per esaminare la situazione venutasi a creare a causa del ritardato pagamento da parte dei comuni alle ditte che gestiscono le discariche della provincia, che ha causato lo stato di agitazione dei dipendenti delle aziende con gravi disagi per lo smaltimento dei rifiuti.


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Fonte: LeccePrima del 28/3/12  


Lavori alla cripta, spunta una tomba Medievale

Ritrovata tomba tardo-medioevale nei pressi della cripta di San Giorgio e Santo Stefano a Cursi.


Ritrovata tomba tardo-medioevale nei pressi della cripta di San Giorgio e Santo Stefano a Cursi. Nei giorni scorsi durante il restauro della cripta, nel corso dei lavori di canalizzazione delle acque piovane, è stata ritrovata una tomba con all'interno due corpi. Il ritrovamento anche di alcune ceramiche e di una fibbia in metallo di una cintura ha permesso la datazione intorno al XII-XIV secolo.

I lavori di scavo sono condotti dalla Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, la dottoressa Daniela Tansella, responsabile dell'intervento archeologico, sottolinea «oltre a questa tomba si intravede un altro lastrone e questo fa supporre che vi siano una serie di altre tombe, probabilmente un' area cimiteriale annessa alla cripta di San Giorgio e Santo Stefano».

«Sono stati ritrovati i resti di due individui - continua la Tansella - uno con l'intera dentatura che fa supporre un corpo giovane, forse di un diciottenne e sotto un altro cranio. Nella tomba si intravede il cuscino deposizionale, più grande dello scheletro, testimonianza che la tomba era di qualcun altro e poi è stato seppellito un nuovo corpo. Era usanza, infatti, in quel periodo di spostare le ossa verso il basso e di seppellire il nuovo corpo, una forma devozionale faceva conservare, però, la testa».

Gli esperti ritengono che tutto il sito potrebbe essere costituito da varie tombe, anticamente, infatti, i defunti venivano seppelliti proprio nei pressi delle chiese.

Per quanto riguarda la tomba ritrovata saranno effettuati tutti i rilievi e le misurazioni del caso cdi i resti saranno prelevati e conservati negli archivi della Sovrintendenza. Secondo la dottoressa Tansella «il ritrovamento è proprio a ridosso di un'abitazione il posto non è agevole per tenerla a vista, ma sarà il comune a decidere il da farsi».

A riguardo il sindaco Edoardo Santoro, sostiene che «si sta valutando cor gli esperti la soluzione migliore, per la valorizzazione del sito; proprio ieri c'è stata una commissione paesaggistica, per decidere in proposito. Il progetto del restaura riguarda la rivalutazione e la valorizzazione del sito della cripta, quindi si sta considerando anche l'ipotesi di mettere a vista il sito con delle lastre in vetro che faranno vedere le tombe sotterranee».

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Fonte Notizia: Nuovo Quotidiano di Puglia del  02/03/2012.

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Cursi delle meraviglie archeologiche!


Dopo l'offensiva manomissione e devastazione dell'importantissima cripta ipogea di Santo Stefano a Cursi nel corso di inopportuni e maldestri lavori di "valorizzazione" e "recupero" a tutt'oggi sotto la lente della magistratura, Cursi dona una sorpresa di gran valore e pregio: il ritrovamento di una tomba presumibilmente di epoca tardo medioevale e si suppone non essere l'unica.

Il Salento si rivela sempre più, per chi non ne fosse ancora convinto, una terra ricchissima e preziosa e a tutt'oggi del tutto non pienamente conosciuta e apprezzata e messa quotidianamente in pericolo da chi, attraverso scelte invirtuose e devastatorie frutto di scarsa propensione alla tutela e alla conoscenza, vorrebbe per sempre cancellare e privare noi cittadini dei tantissimi tesori di cui il Salento ne è prodigo e amorevole custode.

Forum Ambiente e Salute
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Spunta una tomba medioevale a Cursi
ORIGINALE SCOPERTA, ACCANTO ALLA CRIPTA BIZANTINA. ENTUSIASTA IL PRESIDENTE DI «GENERAZIONE»
All'interno del prezioso ritrovamento, uno scheletro perfettamente conservato


CURSI. Una tomba risalente al tardo Medioevo é stata scoperta martedì, accanto alla cripta bizantina di Cursi, a circa mezzo metro di profondità dal manto stradale. E sotto la lastra di pietra a copertura della tomba, scavata direttamente nella roccia, è stato riportato alla luce, uno scheletro perfettamente conservato. Gli importanti ritrovamenti, sia dal punto di vista archeologico che storico, nel centro dell'hinterland magliese, riaccendono i riflettori sulla cripta di Santo Stefano, su cui si stava realizzando un fabbricato, passato alle cronache come "bunker della vergogna". Il rinvenimento è avvenuto nel corso di alcuni lavori su Largo Trioti, prontamente segnalato alle autorità competenti, che hanno posto il sito in sicurezza. Giovanni Epifani, presidente di GenerAzione, associazione da sempre in prima linea nella difesa della cripta, ha espresso grande soddisfazione per questa ennesima scoperta, che sancisce il valore del luogo e conferma la bontà delle battaglie a sua tutela.
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Fonte  LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO  del 1 Marzo 2012

Porto Miggiano. Indagano i carabinieri sullo scempio ambientale

Sulla carta è tutto in regola, grazie a un piano regolatore del 1994. Ma alla baia di Santa Cesarea Terme sono arrivate le escavatrici per effettuare una messa in sicurezza costata 3 milioni di euro. E una porzione di costa è sparita. Così i militari del Noe hanno acquisito tutta la documentazione

Ruspe e cemento. Resort e piscine. Su una scogliera definita “a rischio crollo”. E poi soldi. Milioni di euro che si trasformano in mattoni, ristoranti, lounge bar. Sulla carta tutto in regola, grazie a un piano regolatore di venti anni fa. Ma un impatto paesaggistico notevole, una ferita in uno dei luoghi più belli della Puglia da cartolina: Santa Cesarea Terme, in provincia di Lecce. Alla baia di Porto Miggiano, infatti, sono arrivate le ruspe per “consolidare” il costone roccioso continuamente rosicchiato dalle mareggiate. Opera progettata dal Comune e finanziata con 3 milioni di euro di fondi europei. I martelli pneumatici hanno tagliato la roccia per effettuare la messa in sicurezza in tempi brevi dei massi pericolanti. Alla fine, è venuta meno un’intera porzione di costa. Per gli ambientalisti, un intervento troppo massiccio su una “falesia”(costa rocciosa con pareti a picco, alte e continue, ndr) così delicata. Per i direttori dei lavori e per il sindaco, invece, è tutto regolare: ci sono decine di pareri favorevoli e tre anni di iter procedurale. Ma i carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) vogliono vederci chiaro e hanno acquisito tutta la documentazione.

È stato il “Comitato di tutela Porto Miggiano” ad attirare l’attenzione su quanto sta accadendo. Il gruppo, nato su facebook, ha raccolto quasi diecimila iscritti, e generato un interesse che ha portato a tre interrogazioni parlamentari ai ministri dell’Ambiente e della Cultura. Due hanno la firma dei deputati radicali capeggiati da Elisabetta Zamparutti. L’altra è del democratico Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente.

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Fonte: Il fatto quotidiano del 26/2/2012

Gasdotto, il business dei misteri si prepara la rivolta dei No Tap

Le ombre sul progetto della Trans Adriatic Pipeline, l'affare che piaceva anche a Tarantini. I vertici dell'azienda incontrano i comitati cittadini contrari alla variante sul tracciato che porterebbe l'opera direttamente nel cuore di uno dei luoghi pià belli del Salento

Fino all'autunno del 2010 si prevedeva che il gasdotto che attraverserà il canale d'Otranto per portare il gas dell'Azerbaijan in Italia, passando per la Grecia e l'Albania, arrivasse nell'area industriale di Brindisi. Lontano dai centri abitati, dalle spiagge affollate di turisti, dagli uliveti secolari e dalle masserie. Poi, improvvisamente, spuntò fuori la "variante San Foca", che spostò l'approdo dell'opera diversi chilometri più a Sud, nel cuore del Salento più turistico, prevedendo lo sbocco in località Punta Cassano del Comune di Melendugno e poi un percorso di circa 20 km sulla terraferma fino al territorio di San Donato. Il motivo di tale repentino cambio di rotta non è mai stato ufficialmente spiegato dalla Tap (Trans Adriatic Pipeline), nonostante le ripetute sollecitazioni di cittadini e comitati, né i competenti ministeri hanno inteso rispondere all'interrogazione formulata qualche settimana fa da sette parlamentari capeggiati da Elisabetta Zamparutti del Pd.
Di sicuro, al momento, c'è solo che la costruzione del gasdotto (al quale puntavano anche Valter Lavitola e Giampaolo Tarantini, che ne avrebbero discusso con il ministro Franco Frattini e con l'imprenditore Roberto De Santis, ipotizzando di chiedere l'aiuto del premier Silvio Berlusconi) è un affare a moltissimi zeri, che prevede un investimento da almeno un miliardo e mezzo di euro. Che le prospezioni sono già iniziate davanti alla spiaggia di San Foca, dove da alcune settimane è posizionata una piattaforma per i sondaggi geoispettivi con applicazione del divieto di pesca e di balneazione fino al 30 aprile, nonostante l'avvio dei lavori sia previsto nel 2015. E che la gente del Salento non ha intenzione di restare a guardare mentre quello che molti considerano un nuovo mostro si appropria di una parte del territorio.

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Fonte: la repubblica del 16/2/12

Consiglio di Stato boccia impianto eolico a Palmariggi

"Deciso impatto visivo": Consiglio di Stato boccia impianto eolico


I giudici amministrativi ribaltano la sentenza del Tar Lecce, accogliendo le ragioni del Ministero per i beni culturali, relative all'impatto percettibile a lunga distanza di tre aerogeneratori di 67 metri nel territorio otrantino

PALMARIGGI - Il Consiglio di Stato boccia l'ennesimo impianto eolico sul territorio salentino, riconoscendo nel progetto ricadente sul territorio tra Palmariggi e Giurdignano un impatto visivo evidente. I giudici amministrativi romani hanno accolto le istanze del Ministero per i beni culturali, con il supporto di Italia Nostra, nel ricorso contro la sentenza del Tar Lecce, che aveva, invece, dato ragione alla società proponente, la s.r.l. Spes.

Nello specifico, si prevedeva la realizzazione sul territorio di Palmariggi, in un'area confinante con Giurdignano, di tre aerogeneratori dell'altezza di 67 metri. Nella conferenza dei servizi dell'11 aprile 2005, presso l'assessorato regionale allo sviluppo economico, la Soprintendenza aveva espresso parere contrario al progetto, motivando il proprio dissenso dal contrasto dell'impianto con le normative di tutela del piano urbanistico territoriale tematico "paesaggio" (P.u.t.t./p) della Regione Puglia.

Contro la posizione della Soprintendenza, risultata rilevante ai fini del giudizio negativo della Regione, la Spes aveva presentato ricorso al Tar, ottenendo il riconoscimento delle proprie ragioni; ma il Consiglio di Stato ha ribaltato ogni precedente valutazione, sottolineando la fondatezza dell'appello della Soprintendenza al primo grado, soprattutto nel merito.

I giudici, infatti, hanno rilevato come "la presenza permanente sul territorio dei 'topoi' non solo 'fuori scala' ma anche alieni sia ai caratteri ambientali del territorio sia alle strutture e/o infrastrutture antropiche" avrebbe realizzato un "deciso impatto, percettibile da lunga distanza, anche dal mare alla libera fruizione dei valori morfologici dell'entroterra otrantino". E c'è chi si augura che questo risultato possa influire su un altro progetto ancora più discusso, che riguarda lo stesso territorio, in un'area confinante con Giuggianello, vero epicentro del "caso", quello dell'eolico a ridosso della Collina dei Fanciulli e delle Ninfe.

comunicati/febbraio/Consiglio di Stato boccia impianto eolico


Fonte: LeccePrima del 16/2/2012

Le bugie sui Termovalorizzatori

Leggi e divulga questo dossier contro la disinformazione di chi vorrebbe convincere i cittadini che avere a pochi km da casa - in alcuni casi a poche centinaia di metri - un cancrovalorizzatore non sia dannoso per la salute! (poi magicamente l'incidenza di tumori aumenta vertiginosamente... ma è un caso!)

Chiamare "termovalorizzatori" gli inceneritori è un modo per farli percepire meno dannosi ai cittadini... l'unica cosa che valorizzano è il CANCRO, visto che bruciando i rifiuti questi vengono immessi nell'aria sotto forma di "polveri sottili" dannosissime per la salute e cancerogene.   Ma come sappiamo intorno a questo business ci girano fior di miliardi, pertanto c'è chi li difende a spada tratta, come il celebre oncologo Veronesi che Beppe Grillo ha definito "la faccia buona del cancro"


Analizziamo di seguito le menzogne più gravi in materia di inceneritori, a cura di fiorigialli.it



Il termine "termovalorizzatore" è inappropriato e fuorviante tanto che anche la Comunità Europea è intervenuta sull'argomento diffidando le amministrazioni del nostro Paese a utilizzare una simile locuzione. Ben sanno a Bruxelles che in un inceneritore viene valorizzato ben poco ... e tu?

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Fonte no censura del 5/2/12


parco naturale della taranta
Impianto fotovoltaico da 1,6 milioni sequestrato a Castrignano dei Greci

Impianto fotovoltaico da 1,6 milioni sequestrato per irregolarità tecniche  "Una serie di difformità rispetto al progetto autorizzato hanno indotto i carabinieri di Martano ad apporre i sigilli ad un campo di oltre 15mila metri quadrati. Quattro le persone denunciate a piede libero“

CASTRIGNANO DE' GRECI - Alcune difformità rispetto al progetto autorizzato hanno portato i carabinieri della stazione di Martano al sequestro di un impianto fotovoltaico, nella campagne di Castrignano de' Greci, del valore di un milione e 600mila euro ed esteso su una superficie di oltre 15mila metri quadrati.

Non sono state affatto semplici le indagini condotte dai militari dell'Arma e che hanno portato alla denuncia, a piede libero, di quattro persone: T.B., amministratore unico di Solar solution Puglia s.r.l.; S.L., direttore dei lavori; G.C., amministratore unico dell'impresa esecutrice dei lavori Energy s.e.i.; C.V. amministratore unico dell'impresa esecutrice Vi & Vi s.r.l.

Dalle verifiche condotte dai carabinieri sull'impianto - chiamato "Arcona" dal nome della località in cui è stato realizzato -, sono emerse irregolarità rispetto ai locali tecnici, con ubicazione e sagoma diverse da quelle risultanti nelle previsioni così come sono state riscontrate la variazione tecnica e planimetrica dei moduli fotovoltaici, una tecnica di ancoraggio al suolo delle strutture differente da quella prospettata e la collocazione del varco d'accesso all'impianto in un punto diverso e con dimensioni difformi dalle originali.

Comunicati > 2012 > gennaio

Fonte: LeccePrima del 26/1/2012

sos marrugo contro il mega parco eolico  a Cursi
Contro la follia delle trivellazioni

Per la salvezza dell' "Ambiente", della sua qualità chimico-fisica, essenziale fattore della nostra salute, e per la salvezza del "Paesaggio" storico-naturale pittoresco del nostro sud Italia, il libro aperto al cielo della nostra memoria, essenziale quotidiano palcoscenico per la qualità della nostra vita  e dunque per la difesa di noi stessi e dei diritti delle future generazioni:

   non solo ora dobbiamo dire NO, a questa assoluta assurda follia,


ma in tutto ciò che l' inciviltà ha distrutto e continua a distrugge in termini di ambiente e paesaggio, nei frammenti che nelle nostre mani, nei nostri cuori e libri, e sotto i nostri occhi restano, vi dobbiamo vedere la Speranza di poter ricostruire/bonificare/restaurare in bellezza, vita e cultura, il nostro territorio, con la guida storico-scientifica di ciò che era, e nella consapevolezza del vastissimo mondo di possibilità aperto oggi dalla buona tecnica contemporanea, quella non asservita al mercato di rapina dell' "homo homini lupus" come in questi ultimi decenni avvenuto nella maniera più aberrante e becera, e di cui ora questa assurda ombra delle trivellazioni rappresenta un amaro terrificante esempio! "Disperante"!

   E per cancellare strumentalmente questa viva speranza, questa fattibilissima possibilità, oggi si dice, e si tende a far pensare e dire a tutti: "ormai è stato distrutto quel luogo!", e così questo crea il lassismo, smorza gli impegni e gli spiriti ambientalisti sopiti in tutti, in tutti gli uomini presenti, istintivamente, al di là di ogni confine partitico o d’altro genere!

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Vignetta di generAzione sulla cripta di Cursi
Biomasse. I cittadini: ‘Un'altra Copersalento'?

MAGLIE – L'incubo di un nuovo inceneritore ritorna a far discutere i cittadini di Maglie e Comuni vicini. Un'associazione del territorio segnala infatti un'anomalia nell'ultimo Rapporto di Legambiente, presentato a Bari lo scorso 29 novembre. In quello studio vengono infatti citati gli unici due impianti a biomassa solida presenti in Puglia; si trovano, dice il Rapporto, uno a Maglie, per la potenza di 6,6 MW, ed uno a Calimera, potente 1 MW. Quest'ultimo impianto è tra l'altro segnalato come buon esempio di impianto a biomasse in quanto a filiera corta e in quanto "ecosostenibile", per via del risparmio di emissioni di CO2 in atmosfera che consente.
E dell'impianto di Maglie che cosa si sa? Il Rapporto non entra nel dettaglio e si limita solo a segnalarne la presenza.
Ecco che scatta l'allarme. Ed ecco che i cittadini si chiedono di quale impianto si tratti, dal momento che non ne sono a conoscenza.

"Il territorio di Maglie e i Comuni vicini hanno già pagato un tributo elevatissimo, sia in termini di morti e ammalati, sia in termini di terreni e animali contaminati da diossina e per questo abbattuti", dichiarano facendo riferimento alla presenza, sul territorio, della Copersalento.

"Che cosa succede adesso? Di quale impianto si sta parlando? Si possono formulare tre ipotesi: 1) clamoroso errore di Legambiente. 2) Legambiente è a conoscenza di un progetto che tutti tengono ben nascosto nel cassetto. 3) Legambiente considera Copersalento un ‘modello ecosostenibile' ed ignora che, a causa di tutti i danni provocati, il vecchio stabilimento è stato raso a suolo.
Nel caso della seconda ipotesi, invitiamo regione, Provincia e Comune di Maglie – aggiungono - a rendere pubblico il progetto, in modo che i cittadini, sempre più traditi da una classe politica distante anni luce da gli stessi, si possano organizzare per far conoscere e valere le proprie ragioni".

Sull'impianto misterioso abbiamo cercato di fare chiarezza, contattando il direttore regionale di Legambiente Maurizio Manna, il quale ci ha confessato di non conoscere nel dettaglio la questione né di sapere se l'impianto citato nel Rapporto sia proprio la ex Copersalento. Ci siamo così rivolti alla responsabile nazionale del Rapporto Legambiente, Katiuscia Eroe, che ci ha risposto che i dati inseriti nello studio non sono dati di Legambiente, ma sono stati forniti direttamente da Gse, il Gestore nazionale dei servizi energetici e che pertanto non ne sapeva molto di più.
Il fatto che l'impianto sia stato indicato da Gse, significa che è collegato alla rete energetica nazionale; non è detto che sia già in funzione, ma potrebbe essere pronto a partire.

La resposanbile del Rapporto ha precisato, tuttavia, che l'impianto a biomassa solida inserito di cui si parla nello studio non è la ex Copersalento.
Una rassicurazione. Magra, per la verità, visto che della presenza dell'impianto – se c'è - i cittadini non erano stati neppure informati.

Comunicati > 2011 > dicembre

Fonte: Il Tacco d'Italia del 5/12/2011

Scrivi a generAzione





Trovato materiale radiattivo in un mezzo per la raccolta rifiuti a Poggiardo.

Trovato materiale radiattivo in un mezzo per la raccolta rifiuti a Poggiardo.

Il materiale radiattivo era a bordo d’un mezzo utilizzato per la raccolta dei rifiuti.

La scoperta è avvenuta a opera dei vigili del fuoco del comando provinciale di Lecce, che, in seguito al controllo di routine in prossimità delle discariche, hanno sottoposto a fermo un autocarro in seguito al risultato positivo al portale radiometrico, un sistema elettronico automatico che analizza le radiazioni emesse dagli isotopi radioattivi eventualmente contenuti nei carichi trasportati dai grandi mezzi.

Il mezzo era diretto alla discarica di Poggiardo, ora è stato isolato e messo in sicurezza. Domani gli specialisti del nucleo nucleare, biologico, chimico e radiologico – Nbcr – un gruppo specializzato dei Vigili del Fuoco sottoporrà il mezzo ai controlli e gli esami e provvedere alla bonifica del camion. In seguito si accerterà quale fosse la provenienza del mezzo e del materiale soggetto a contaminazione radiometrica.

Gli specialisti Nbcr sono equipaggiati di particolari tute per la protezione personale, tute scafandrate, dotate di auto protettori per la respirazione e per l’intervento in ambienti contaminati. Gli Nbcr hanno in dotazione anche maschere antigas, rilevatori di sostanze pericolose, sensori elettrochimici e particolari mezzi come l’Iveco-One, un’unità mobile progettata proprio per la rilevazione di agenti chimici e nucleari, per la decontaminazione di persone, veicoli e terreno, nonché per il recupero delle sostanze pericolose.

Jenny De Cicco

Comunicati > 2011 > dicembre

Fonte: Otranto Oggi del 15/12/2011

Nuovo impianto a biomasse a Maglie?

Torna a Maglie l'INCUBO DELL' ORCO! UN MEGA INCENERITORE A BIOMASSA SOLIDA, esattamente come per l' inceneritore di Copersalento che tante polemiche e atti giudiziari ha generato. Il territorio di Maglie e i comuni vicini hanno già pagato un tributo elevatissimo, sia in termini di morti e ammalati, sia in termini di terreni e animali contaminati da diossina e per questo abbattuti..
Che cosa succede adesso? Un rapporto di Lega ambiente, sempre più lega e sempre meno ambiente indica, tra i comuni virtuosi, due comuni Salentini dotati di impianto a Biomassa solida: -Calimera con un impianto da 1 MW e Maglie con un impianto da 6,6 MW.
Di che impianto si sta parlando?  Si possono formulare tre ipotesi: 1) clamoroso errore di legambiente. 2) Legambiente è a conoscenza di un progetto che tutti tengono ben nascosto nel cassetto. 3) Legambiente considera Copersalento un "modello ecosostenibile" ed ignora che, a causa di tutti i danni provocati, il vecchio stabilimento è stato raso a suolo.
Nel caso della seconda ipotesi, invitiamo regione, provincia e comune di Maglie a rendere pubblico il progetto, in modo che i cittadini, sempre più traditi da una classe politica distante anni luce da gli stessi, si possano organizzare per far conoscere e valere le proprie ragioni.





Abbattimento pecore causa diossina a Maglie e comuni vicini (foto Gazzetta del Mezzogiorno)


Comunicati > 2011 > dicembre









Italia dei veleni, ora c’è la mappa

Quindici aree al sud, ventuno al nord e otto al centro. E' la mappa del territorio malato di amianto e diossina, disseminato di discariche pericolose e di siti tossici abbandonati. Porto Marghera e Gela, Taranto e Porto Torres, Brindisi e Massa Carrara, ma anche Castel Volturno e il Melfese nell'ex "isola felix" Basilicata. Da decenni questi ed altri territori vivono nel più assoluto inquinamento, eredità di un processo di industrializzazione che avrebbe dovuto diffondere sviluppo e benessere ma che invece e sovente ha significato degrado e morte.

I centri più colpiti sono 44, dove le misure di bonifica non sono mai decollate ed il tasso di morbilità tumorale ha raggiunto punte elevatissime con le vittime che si contano ormai a migliaia. Questi dati, "biologicamente ed ecologicamente" disastrosi, sono stati appena diffusi dallo studio "Sentieri", Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento realizzato dall'Istituto Superiore di Sanità. Evidenziano numeri impressionanti, da cui emerge un quadro di profondo malessere in cui molti cittadini rischiano quotidianamente la vita solo perché risiedono vicino a fonti di emissioni pericolose, respirando aria contaminata e mangiando prodotti tossici che essi stessi coltivano.

Il veleno agisce ovunque e nell'ombra, contro l'ambiente e contro le persone. I killer più spietati sono le industrie insalubri e le discariche abusive. Come a Taranto, dove l'Ilva confina con il centro abitato e i bambini continuano a morire per la diossina. O come nelle zone lucane della Val d'Agri e del Metapontino, dove le falde acquifere risentono dei depositi nocivi degli stabilimenti estrattivi di gas e petrolio. Ma ad aggravare il quadro è anche l'incuria delle istituzioni, non di rado oggetto di sospetti di collusione col malaffare tutt'altro che infondati.

L'esempio di maggior clamore, in tal senso, riguarda di nuovo la Basilicata dove proprio di recente sono stati inquisiti diversi politici e disposti gli arresti domiciliari nei confronti di numerosi funzionari pubblici rei di aver omesso i prescritti controlli - e in taluni casi di averne invece contraffatto gli esiti - sull'impianto mega inceneritore "Fenice" di San Nicola di Melfi, autentica bomba ecologica che ha infestato l'aria, l'acqua e i terreni dell'area Nord della regione (della quale chi scrive è originario).
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Fonte: AgoraVox

voglio scendere

Sequestrata struttura turistica da 50 milioni di euro, 129 denunciati

Sequestrata struttura turistica da 50 milioni di euro, 129 denunciati
I sigilli sono stati posti dalla guardia di finanza ad una struttura turistico-ricettiva della zona di Porto Cesareo. Il decreto di sequestro preventivo firmato dal gip di Lecce per reati in "materia ambientale“


PORTO CESAREO - "Punta Grossa", una piccola città pensata per il relax e il divertimento attraversata dalla litoranea, la provinciale per Traranto, che si fa largo tra i resti della macchia mediterranea ormai disseminata di cubi di cemento abusivi, poi condonati negli anni, a forme di residenze estive color verde pisello, fucsia, giallo canarino, tutto all'insegna del fai da te.
Siamo a Porto Cesareo, perla dello ionio ma solo per il mare che la natura ha regalato a questa terra. Non certo per come l'abusivismo edilizio e la corsa al business del soggiorno turistico che ha martoriato il territorio, alla faccia del mare cristallino e della sua costa, tra le più belle d'Italia. Chi ha potuto, molti, hanno invece saputo sfruttare nei decenni la mancanza di un piano regolatore designato alla salvaguardia della natura, grazie alle sue innumerevoli varianti. Gli ambientalisti le chiamano lottizzazioni selvagge.
E quella della guardia di finanza di Gallipoli, è un'operazione destinata a passare negli annali delle cronache locali. I particolari sono stati resi noti questa mattina presso il comando provinciale delle fiamme gialle, alla presenza di Cataldo Motta, procuratore capo della Procura di Lecce e del suo sostituto Antonio Negro, insieme al comandante Vincenzo Di Rella.
Le immagini del residence Punta Grossa sotto sequestro
Così questa mattina i finanzieri hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo del villaggio turistico di Porto Cesareo "Punta Grossa", emesso dal gip del Tribunale di Lecce Cinzia Vergine, su richiesta del sostituto Negro. Valore complessivo 50 milioni di euro circa.
La complessa attività investigativa, diverse perquisizioni presso i domicili e gli studi professionali di alcuni indagati al fine di acquisire ulteriori elementi di valenza probatoria, è culminata con il sequestro preventivo della struttura e alla denuncia alla Procura della di Lecce di 129 persone - residenti su tutto il territorio nazionale - responsabili del reato ambientale di lottizzazione abusiva, di cui 120 sono proprietari di fatto di appartamenti adibiti a case-vacanza, ubicati all'interno del villaggio turistico di proprietà di una srl, la "Fgci".
I principali indagati, sono l'ex sindaco Vito Foscarini, il legale rappresentante delle due società Fgci Srl e Punta Grossa Srl Fernando Iaconisi, i funzionari dell'Ufficio tecnico comunale Cosimo Coppola e Giovanni Ratta, i progettisti dei lavori Claudio Conversano e Cosimo Nestola, i tre funzionari della Regione Puglia Luca Limongelli, Giuseppe Lazazzera, Luigi Ampolo. Per quanto riguarda la posizione di Foscarini, il suo difensore, l'avvocato Giuseppe Bonsegna, ritiene però che i fatti per i quali risulta indagato, falso e abuso d'ufficio, "risalgono ad epoca precedente alla sua elezione a sindaco, avvenuta il 30 maggio 2006".

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Fonte: Lecceprima del 15/11/2011














Leggi tutto: http://www.lecceprima.it/cronaca/hotel-porto-cesareo-finanza-sequestro-15-novembre-2011.html
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referendum contro il nucleare
No alla legge ammazza ulivi


"NO ALLA LEGGE AMMAZZA ULIVI
ED ULIVETI DI PUGLIA!"
costituenti della preziosa "Foresta primigenia" di Puglia

NO dunque a questa "Legge Ammazza PUGLIA"



Tutto questo semplicemente per favorire immoralmente la speculazione del cemento, dell'asfalto, della movimentazione terra, dell' iper-infrastrutturazione ridondante, e della Green Economy industriale di eolico, fotovoltaico e biomasse!
Per favorire il  consumo immorale di altro prezioso suolo, quando invece il processo dovrebbe essere invertito con azioni e programmi di DE-CEMENTIFICAZIONE e bonifica dagli inquinanti e di RINATURALIZZAZIONE!

UNA VERGOGNA INCOMMENSURABILE E DI FORTISSIMA GRAVITA'!
RISCHIO DI UN' ECATOMBE AMBIENTALE POLITICO-DEGENERATIVA DA FERMARE!



APPELLO A NICHI VENDOLA , BARBANENTE, NICASTRO, STEFANO E A TUTTI I CONSIGLIERI DI OPPOSIZIONE E MAGGIORANZA PERCHE' FERMINO L' "EMENDAMENTO DELL' INFAMIA E DELLA VERGOGNA" PROPOSTO, CON CUI SI VUOLE TRASFORMARE IN UNA "LEGGE AMMAZZA ULIVI" L'ATTUALE BUONA LEGGE DI TUTELA DEGLI ULIVI E DEGLI ULIVETI!

Una Petizione online contro l' "emendamento ammazza ulivi" ha portato in solo poche ore al superamento già delle 1250 firme!
(Firma anche tu: http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=ulivi)


Clicca qui per leggere tutta la lettera aperta



Petizione Nessuno tocchi gli ulivi di Puglia!

La Regione Puglia con la Legge Regionale n. 14 del 04-06-2007 protegge il paesaggio degli Ulivi monumentali della Regione Puglia:
"La Regione Puglia tutela e valorizza gli alberi di ulivo monumentali, anche isolati, in virtù della loro funzione produttiva, di difesa ecologica e idrogeologica nonché quali elementi peculiari e caratterizzanti della storia, della cultura e del paesaggio regionale...".

Una delle più belle leggi che la Regione Puglia possa vantare ecco che viene offesa da una vergognosa proposta del 3 ottobre 2011, già da qualcuno definita "Ammazza olivi secolari", presentata dal gruppo consiliare Il popolo della Libertà, che così recita: “La tutela degli ulivi monumentali è un obbligo, ma deve essere anche un'opportunità e non un impedimento allo sviluppo economico e infrastrutturale del territorio. Questo è il motivo di questa proposta di modifica della legge 14/07 – ‘Tutela degli ulivi monumentali e secolari’.
Si tratta di agire al più presto nella duplice ottica della tutela del paesaggio e nel contempo del rispetto dei diritti acquisiti dai privati relativamente, ad esempio, alle aree edificabili, alle lottizzazioni, o al diritto degli imprenditori agricoli di fare reddito e, quindi, di poter riconvertire l’azienda. Tutte esigenze che, in molti casi, vengono al momento ‘frenate’ o addirittura inibite dalla legge regionale. Lungaggini burocratiche, controlli asfissianti, passaggi tra i vari enti che di fatto stanno creando dei veri ‘sbarramenti’ all'economia di vaste aree, in campagne che – di contro - appaiono sempre più deturpate dagli insediamenti selvaggi e invasivi del fotovoltaico.
A questo punto occorre agire, in tempi brevi, per decentrare a livello comunale le competenze per il rilascio di autorizzazioni agli espianti e spostamenti di piante secolari e dei necessari controlli per il rispetto delle norme, prevedendo maggiori deroghe e snellendo assurdi procedimenti burocratici.
In Puglia ci sono 60 milioni di ulivi. Di questi, 5 milioni sono delle vere opere d'arte della natura. ‘Monumenti’ che devono sì essere tutelati, ma non necessariamente ad esclusivo danno delle esigenze di sviluppo del territorio”

I sottoscritti cittadini, seriamente preoccupati dagli sviluppi e conseguenze che la proposta potrebbe avere, chiedono alla S. Sua e a tutte le forze politiche regionali e nazionali di rigettarla immediatamente, biasimando nel contempo l’operato del gruppo consiliare che si è permesso di dubitare della tutela e salvaguardia dei “patriarchi verdi”, beni diffusi e caratterizzanti il paesaggio ulivetato della Regione Puglia.
I sottoscritti sollecitano inoltre la scrupolosa osservanza e applicazione di ogni punto della legge di cui sopra.

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Mamme 2.0
Condono sulle rinnovabili, le associazioni ambientaliste dicono no

Le associazioni ambientaliste salentine fanno sentire la loro voce andando contro il condono sulle energie rinnovabili. Ma sono a sostegno della proposta di moratoria richiesta, tra gli altri, anche da Confindustria. I firmatari di una nota alla stampa sono il Comitato Nazionale contro il Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi, la Rete di Salvaguardia del Territorio, il Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino di Maglie, il Forum Ambiente e Salute del Grande Salento. Attualmente, viene attuata una forte incentivazione che porta solo disordine in termini di crescita del territorio. “? molto grave – si legge nella nota alla stampa – che il vigente sistema di incentivazione consenta e spinga i portatori di interessi puramente speculativi a devastare e distruggere l’ambiente, i territori, la natura e i paesaggi che tanta importanza hanno per un settore chiave dell’economia italiana come il turismo”. Gli ambientalisti chiedono quindi più controlli su progetti di eolico e fotovoltaico, in particolar modo per quelli industriali e la conseguente procedura di smantellamento per quegli impianti che risultano illegali. Chiedono anche sia che il governo centrale che garantisca e incentivi gli impianti fotovoltaici a norma, fabbricati con materiali non tossici e installati sui tetti degli edifici di recente costruzione, sia che si vieti l’installazione delle pale eoliche o di impianti fotovoltaici realizzati sia in mare che sulla terra ferma. “Solo l’idea di un volgare condono – si legge ancora – ci indignerebbe come cittadini di uno stato che voglia ancora dirsi uno stato di diritto”. L’associazione Forum Salento afferma inoltre che solo dopo aver saturato la potenzialità dei tetti si potrà tornare a valutare a livello governativo di cosa ha ulteriormente bisogno il paese in termini energetici da fonti rinnovabili.

Alessandro Conte

Fonte: Otranto oggi del 19/10/2011


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Nell’Ato 2, sindaci a muso duro: Macculi dimettiti

In quindici chiedono al presidente del consorzio di farsi da parte, dopo le violazioni emerse nell’assemblea del 14 ottobre scorso: nella missiva, si ripercorrono tutti i problemi della gestione

CORIGLIANO D’OTRANTO - Quindici sindaci si schierano contro il presidente dell’Ato Lecce 2, Silvano Macculi, invocandone le dimissioni e riscontrando nella gestione dell’ambito territoriale gli estremi per una svolta, che non prescinda proprio dal passo indietro della figura che l’ha guidato in questi anni. È una dura presa di posizione quella dei primi cittadini di Alezio, Cannole, Carpignano Salentino, Corigliano d’Otranto, Cursi, Giuggianello, Melpignano, Nardò, Otranto, Palmariggi, Sannicola, Scorrano, Sogliano Cavour, Soleto, Uggiano La Chiesa, alcuni dei quali, da tempo, avevano manifestato apertamente il proprio dissenso sul servizio rifiuti e sull’intera gestione dell’Ato.

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Fonte:lecceprima del 14/10/11

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Le nostre considerazioni

Tardi, troppo tardi!  Una simile  posizione andava presa prima! Adesso è troppo tardi gli aumenti sproporzionati della Tarsu si sono abbattuti sui cittadini specie su quelli di Cursi passati in due soli anni da pagare 1,10 € a mq nel 2009 a 1,40 € a mq nel 2010 ad, addirittura,  2,40 € a mq nel 2011.
Questi aumenti sono stati sempre imputati a cattiva gestione dell'ATO senza mai far capire ai cittadini chi componeva questa fantomatica ATO.
Ora esce fuori questa protesta dei Sindaci, non vorremmo che fosse solo l'effetto della rabbia dei cittadini che si stanno vedendo recapitare delle bollette astronomiche.
Il fatto che già ad agosto sul nostro sito avevamo pubblicato un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno del 26/8/11 il quale puntava proprio il dito contro l'Ato Lecce/2, spiegando molto bene come lo statuto tipo della regione sia stato modificato e chiedendosi chi paga gli enormi debiti. Ora i cittadini lo sanno chi paga e sanno anche le delibere assembleari sono state  approvate sempre all'unanimità.  Questa inchiesta è passata nel più "assordante" silenzio delle Amministrazioni.

Non vorremmo che questa protesta non sia il preludio a colpire il sistema di raccolta differenziata indicata (a torto a nostro avviso) come la colpevole di questi aumenti, mentre adesso esce fuori che le colpe siano sono dovute alla cattiva gestione.

Non vorremmo nemmeno che, con la scusa dell'emergenza, venissero proposte soluzioni "killer" per la popolazione come inceneritori e "similari" per abbattere il costo. Questo significherebbe colpire la salute dei cittadini dopo avergli colpito il "portafoglio".

logo acqua bene comune
Rifiuti: presunto traffico Campania-Puglia, indagini Dda Lecce

Antonio Romano

LECCE – La Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce indaga sul presunto traffico illecito di rifiuti tra la Campania e la Puglia. Il fascicolo, di cui è titolare il sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, è stato aperto nel mese di febbraio, dopo le verifiche di alcune irregolarità nello sversamento dei rifiuti nella discarica tarantina di Statte.

Tra dicembre e gennaio, infatti, i tecnici dell'Arpa e i carabinieri del Noe accertarono diverse violazioni al Protocollo firmato dalle Regioni Puglia e Campania, in merito alle modalità di trasporto del materiale dalle province di Napoli e Salerno. Le evidenti irregolarità determinarono forti proteste della popolazione tarantina e il blocco di alcuni camion diretti verso la struttura gestita dalla società Italcave. La Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce (competente ad indagare sull'eventuale traffico illecito di rifiuti) ha effettuato una serie di verifiche sulla tipologia di rifiuti arrivati in Puglia e sui trasporti che sarebbero stati effettuati in assenza di autorizzazione.

Nei giorni scorsi, stando a quanto dichiarato dall'assessore regionale all'Ambiente, Lorenzo Nicastro, l'Arpa ha accertato ripetute violazioni nella discarica Italcave. Per questo Nicastro ha diffidato i gestori degli impianti (i 3 di Taranto e 1 di Canosa) che ricevono i rifiuti campani a verificare che il materiale in arrivo corrisponda alla tipologia individuata nell'accordo e che il trasporto sia effettuato secondo le regole.

Fonte: Il paese nuovo del 22/9/11

Il Parco Otranto-Santa Maria di Leuca

Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e  della Salute del Cittadino
  

Il Parco Otranto-Santa Maria di Leuca sia un baluardo per la rinascita e la difesa di tutto il Salento, da trivellazioni, energie rinnovabili industriali eolico-fotovoltaiche e dal cemento!


E il ritorno della Foca Monaca lungo le sue coste suggelli a lungo termine il successo delle politiche e degli investimenti di denaro pubblico del Parco naturale!



Sono queste alcune delle prioritarie richieste, che sono state avanzate all' Ente del Parco naturale costiero Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, dal Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino, rete d'azione apartitica coordinativa di associazioni, comitati e movimenti locali e non, ambientalisti, culturali e socio-assistenziali, avente una delle sue sedi principali a Maglie, in occasione dell'incontro programmatico-consultivo, dell'altra sera, nel Castello di Andrano, della consulta di enti pubblici e associazioni che hanno a cuore le sorti e le politiche del neo-istituito Ente Parco!

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Maglie: Vandali in azione, colpita targa che ricorda Capaci

L’albero e la targa in pietra leccese posti in una villetta di Maglie dedicata alla memoria della strage sono stati presi di mira da ignoti balordi. Ferma condanna di Libera: “Serve azione culturale”

MAGLIE - Sgomento e sorpresa dinanzi all’insensato ed ennesimo atto di vandalismo perpetrato da ignoti alla memoria: alcuni balordi hanno preso di mira la targa commemorativa della strage di Capaci, situata in una villetta di maglie. Alcuni soci del presidio Libera “Antonio Montinaro”, intervenuti sul luogo per innaffiare l’albero posto a memoria della strage di Capaci in occasione dell’anniversario del 23 maggio 2011, hanno notato che nei confronti della targa commemorativa in pietra leccese, riportante i nomi dei caduti in quel delitto efferato, è stato perpetrato un atto di vandalismo da parte di ignoti.

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Fonte: leccePrima del 15/9/2011

Le 8 domande al Sindaco

1) Si possono mangiare tranquillamente verdure coltivate  nel raggio di 5 KM dalla copersalento?
2) Si possono mangiare tranquillamente frutta raccolta  nel raggio di 5 KM dalla copersalento
3) Si possono mangiare tranquillamente uova deposte in allevamenti ricadenti nel raggio di 5 KM dalla copersalento
4) Quanto e quale parte del territorio comunale ricade nel raggio di 5 Km dalla copersalento?
5) Esiste/intende sviluppare una cartina del territorio comunale indicante i terreni inquinati?
6) Esiste/intende sviluppare una cartina del territorio comunale indicante dove le ceneri della copersalento sono state sparse?
7) Visto che la diossina tende ad accumularsi nel latte, anche in quello materno, intende proporre esami     specifici per chi allatta il proprio bambino?
8) Intende proporre un pubblico dibattito sui i rischi che la popolazione sta correndo?


Salviamo il salento: Petizioni attive


   SALVIAMO SANTA CESAREA FERMIAMO IL COMPARTO 13


APPELLO ALL'ASSESSORE REGIONALE ALLA TUTELA ED ASSETTO DEL TERRITORIO ANGELA BARBANENTE PER FERMARE LA CEMENTIFICAZIONE DEL COMPARTO 13 DI SANTA CESAREA

 
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NO ALLE TRIVELLAZIONI PETROLIFERE NEL SALENTO

Con la presente comunicazione i sottoscritti cittadini intendono esprimere un deciso NO all’attività di ricerca e sfruttamento di idrocarburi lungo le coste del basso Adriatico da parte della ditta britannica Northern Petroleum, secondo le concessioni d71 FR-NP e d149 DR-NP, rese note sul sito del Ministero dell’Ambiente.
I progetti in esame riguardano le ispezioni sismiche con l’invasiva tecnica air gun a soli 25 chilometri da riva e la possibile installazione di pozzi per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi.

 
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porta la sporta
I Sud Sound System: Salento non fa rima con cemento

di Donato Nuzzaci
MELPIGNANO – "Sajetta (un fulmine, ndr) sajetta sajetta, politici e corrotti ve pija na sajetta". Una "preghiera-maledizione" dai toni arcaici, incessante, lanciata alle tre del mattino con il coro degli oltre 100mila della Notte della Taranta, dal trio artistico dei Sud Sound System divenuti sul palco di Melpignano portavoce del sentimento di tutti coloro che "amano e abitano la propria terra".

"Che un fulmine cada su tutti i profanatori del paesaggio, della storia, della cultura e della natura del Grande Salento", questo il messaggio dirompente che avrà senz'altro scosso l'animo di quanti tra amministratori e politici salentini si sono resi protagonisti, in alcune realtà locali, di azioni "poco accorte" in termini di protezione valorizzazione del paesaggio e del territorio urbano ed extraurbano salentino, nel rispetto delle sue suggestioni naturali, rurali e storiche.

Ma i Sud Sound System non si sono limitati a dichiarazioni generiche. Hanno anche voluto divenire cassa di risonanza per non poche emergenze ambientali che proprio in questi giorni stanno vedendo impegnati giovani salentini e associazioni in difesa di paesaggio, natura e salubrità dell'ambiente: "Il Salento è come una ‘Beddha Carusa' che nessuno deve inquinare - ha gridato il trio dei Sud -, come con la diossina di Taranto o con il cemento previsto da alcuni progetti sulla costa di Santa Cesarea, vicino Porto Miggiano".

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Fonte: il tacco d'Italia del 29/8/11

il logo di generzione
Grillo68
Puglia, le Ato per i rifiuti? Affare per 15 consorzi

BARI - Un euro per ogni tonnellata di spazzatura raccolta. Fanno, più o meno, due milioni di euro l’anno. È la tassa occulta che i pugliesi pagano per finanziare le 15 Autorità d’ambito sui rifiuti, gli enti-fantasma che - sulla carta - avrebbero dovuto organizzare la gestione del ciclo dei rifiuti e che - sempre sulla carta - dovrebbero scomparire a fine anno per lasciare le competenze a un nuovo ente provinciale o forse alle stesse Province.
Se l’Autorità d’ambito per le risorse idriche è un buco nero, le 15 Ato dei rifiuti sono una vera e propria voragine. Quanto costano? Non lo sa nessuno. Cosa fanno? Se lo chiedono in molti. Di certo, spesso accumulano debiti - ci sono stati momenti critici soprattutto in Salento - e non perdono il vizio tipico del politico, quello dell’indennità: non si potrebbe (dall’anno scorso la legge lo vieta), eppure in alcuni angoli di Puglia gli Ato continuano a pagare. Ad Altamura, l’Ato Bari/4 ha appena nominato due nuovi consiglieri di amministrazione a 1.300 euro l’uno. Che motivo c’è, se a fine anno si chiude? Evidentemente lo stesso che ha portato alla nomina di un addetto stampa, 1.000 euro al mese da qui a dicembre.
Ma in Puglia sanno essere creativi. L’Ato Lecce/2, ad esempio. È presieduto da Silvano Macculi, assessore provinciale al Bilancio alle prese con un buco da 7 milioni ed ex sindaco di Botrugno: quando è stato costituito il consorzio, lo statuto-tipo predisposto dalla Regione è stato modificato cosicchè Macculi può mantenere la presidenza anche se non è più sindaco. Dettagli. Un po’ più seri sono i debiti nei quali il consorzio, letteralmente, affoga: almeno 10 milioni di euro non pagati alla società che gestisce oggi il servizio, senza contare quelli (7,2 milioni) accumulati in passato con i proprietari della discarica Vergine. Chi paga? Per il momento la Regione, cioè tutti quanti, e nel frattempo il costo dello smaltimento dei rifiuti è quasi triplicato.

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[m.s.]

Fonte: la gazzetta del mezzogiorno del 26/8/11

Stop al Consumo di Territorio
Segnalazione di Pericolo sulla strada Provinciale Cursi-Melpignano

La scrivente Associazione GenerAzione, vuole porre all'attenzione degli enti preposti alla sicurezza stradale,   una situazione di grave pericolo  che interessa la Provinciale Cursi - Melpignano    

La  strada di cui all'oggetto, è  sprovvista di guard rail proprio a ridosso di alcune  cave di pietra leccese.                                                                   
Tali  cave, sono profonde e scavate  a pochi metri dal manto stradale   della provinciale, percorsa giornalmente da mezzi pesanti, da  camion con motrice e rimorchio, da ruspe, muletti, ecc.
Gli stessi mezzi, nell'operazione di manovra,  incrociano non solo i cittadini di Cursi e Melpignano ma  un flusso sempre crescente di turisti.
Per scongiurare un'eventuale tragedia, non è stata adottata nessuna precauzione, fatta eccezione per "un materassino da mare e due legni incrociati"  un espediente,  non  sufficiente ad impedire in caso di sbandata o incidente tra mezzi, un'eventuale caduta all' interno della  cava.

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“Strada pericolosa”. Chiesta la messa in sicurezza (articolo lecceprima)

GenerAzione interviene sullo stato della provinciale Cursi-Melpignano, sottolineando come un materassino da mare e due paletti in legno non siano sufficienti a garantire le condizioni di sicurezza
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Segnalazione di Pericolo. Strada Provinciale Cursi-Melpignano (articolo de il paese nuovo)

Cursi, Melpignano (Lecce) – E’ giunta in redazione una mail da Giovanni Epifani, Presidente dell’Associazione GenerAzione, che ci scrive per porre all’attenzione degli enti preposti alla sicurezza stradale, una situazione di grave pericolo  che interessa la Provinciale che collega Cursi – Melpignano.
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Manca il guard rail? C'è il materassino (il tacco d'italia)

Un singolare espediente segnala la mancanza della struttura di sicurezza al margine della strada. Associazione: E' tempo di risolvere il problema.
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Basta! Parlamento pulito
S.O.S. Porto Miggiano: Servizio TeleNorba
scudodellarete
Mega parco eolico Cursi: Articoli dei giornali - parte 2

Associazioni contro le pale eoliche

Un manifesto informa i cittadini dell'arrivo di 14 torri alte cento metri             

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Fonte: Il Nuovo Quotidiano del 3/7/2011

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"Le pale eoliche vanno fermate" pressing sul sindaco Santoro

CURSI L'ASSOCIAZIONE AMBIENTALISTA "GENERAZIONECURSI" TORNA ALL'ATTACCO DOPO UN MANIFESTO DEL PRIMO CITTADINO
il progetto va avanti, la Regione ha sottoposto a <<Via>> l'impianto

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Fonte La Gazzetta del Mezzogiorno del 3/7/11

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Le pale eoliche sono solo tre              

II sindaco tranquillizza i cittadini

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Fonte: Il Nuovo Quotidiano del 5/7/11
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Nextwind: "Santoro sia più prudente Le sue sono dichiarazioni diffamanti"

LECCE 2080 La società replica alle "accuse" apparse in questi giorni sui parchi eolici

La Nextwindi non ci sta alle accuse dell'associazione "Generazione" di Cursi - apparse sui giornali - in merito alla realizzazione di un mega parco eolico che interesserebbe "oltre il succitato comune, anche quelli di Castrignano, Carpignano e Bagnolo. In Primis la Nextwind s.r.l. ci tiene a precisare che si tratta di un progetto non ancora valutato dagli uffici regionali ma presentato nel lontano 2007. Entrando nel merito della questione si tiene a precisare che la scelta del sito è stata effettuata nel pieno rispetto delle normative vigenti, anche in riferimento alla tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico; l'area in questione infatti non rientra fra quelle sottoposte a tutela".
L'allegato 4 relativo alle Linee guida per le rinnovabili (Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 219 del 18/09/2010) asserisce che "L'impianto eolico dovrebbe diventare una caratteristica stessa del paesaggio...Non si nega, dunque, che il parco eolico possa essere visibile. Tutto sta nella sensibilità delle persone che potrebbero vederlo come uno "stupro del territorio " cit. o semplicemente come uno strumento, uno dei pochi, in grado di produrre energia pulita". Nextwind fa poi riferimento all'articolo 9 della Costituzione italiana sulla promozione dello sviluppo e della ricerca che in questo caso - sostiene - è venuta meno e replica al sindaco di Cursi, Edoardo Santoro: "Vorremmo ricordare che la Nextwind s.r.l. non ha visto la realizzazione di un solo parco eolico in tutto il territorio pugliese, perciò non riusciamo a capire a chi faccia riferimento quando afferma "...non sono fra quelli che si vendono per un viaggio all'estero come accaduto altrove" considerato il fatto che comprare le persone non fa parte del costume di Nextwind ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti: più di 30 i progetti presentati dal 2007 ad oggi e mai valutati! Lo inviteremmo dunque ad una maggiore prudenza prima di lasciarsi andare a dichiarazioni allusive e facilmente fraintendibili, probabilmente frutto di "scaramucce" locali in cui non ci interessa entrare. Ci piacerebbe inoltre - dichiarano - conoscere i nomi dei "fantomatici" sindaci "venduti" per un parco eolico realizzabile dalla nostra società. È opportuno assumersi fino in fondo la responsabilità di quello che si afferma, ciononostante è nostra intenzione agire per vie legali, poiché riteniamo diffamanti tali affermazioni. L'unica cosa condivisibile nell'articolo apparso ieri su questo giornale è il fatto che è quantomeno strano che ci si svegli solo oggi rispetto a dei progetti presentati più di quattro anni fa e verso i quali la Nextwind non nutre più nessuna concreta speranza

Fonte: Il Nuovo Quotidiano del 6/7/11




                          

porta la sporta
 
Mega parco eolico Cursi articoli dei giornali

Artico Lecceprima
Mega parco eolico con 14 torri, parte la mobilitazione

Interessati i comuni di Castrignano dei Greci, Cursi, Carpignano e Bagnolo del Salento. Gli aerogeneratori sulle serre salentine. La Regione: "Impatto significativo". Entro due mesi le osservazioni .
   
        
CURSI - Una lettera aperta al sindaco di Cursi, Edoardo Santoro, è stata diffusa dall'associazione GenerAzione in merito al progetto di un mega parco eolico di 14 pale di circa 100 metri di altezza e di 3 megawatt di potenza nel territorio compreso tra Castrignano dei Greci (7 torri), Bagnolo del Salento (2), Carpignano Salentino (2) e Cursi (3).

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Fonte: LeccePrima del 2/7/11

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Articolo de Il Tacco d'Italia

Cursi: proteste per il mega impianto eolico

Il no dell'associazione GenerAzione Cursi con una lettera al sindaco, che ha avvisato la popolazione del progetto soltanto tramite l'affissione di manifesti
No al mega impianto eolico a Cursi. La mette nero su bianco la sua contrarietà l'associazione GenerAzione Cursi - presidente Giovanni Epifani - in una lettera al primo cittadino del comune Edoardo Santoro, "colpevole", di aver avvisato la popolazione del progetto soltanto per il tramite di manifesti affissi di recente e che hanno allarmato e stupito i cittadini di Cursi.

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Fonte: Il tacco d'Italia del 2/7/11

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Dal sito www.viadalvento.org
Cursi: proteste per il mega impianto eolico

No al mega impianto eolico a Cursi. La mette nero su bianco la sua contrarietà l'associazione GenerAzione Cursi - presidente Giovanni Epifani - in una lettera al primo cittadino del comune Edoardo Santoro, "colpevole", di aver avvisato la popolazione del progetto soltanto per il tramite di manifesti affissi di recente e che hanno allarmato e stupito i cittadini di Cursi.
La possibilità che la Green Economy Industriale, che si occupa di eolico e fotovoltaico industriali, realizzi 14 mega torri eoliche di 3 MW di potenza ciascuna e alte oltre 100 metri sarebbe "una sciagura eolica senza precedenti", secondo GenerAzione, che invita a riflettere anche sul luogo dove l'impianto - oggi all'attenzione della Regione Puglia - verrebbe realizzato. Si tratta infatti della "più bella delle aree della campagna del paese, la più ricca di testimonianze della millenaria civiltà contadina, ricca di menhir megalitici, quelli di Masseria Marrugo e Masseria Bianchi". "

Fonte: www.viadalvento.org



                         

 
Cursi: Una sciagura eolica senza precedenti pende sulla testa di ogni cittadino

Comunicato stampa
GenerAzione Cursi

Lettera aperta al Sindaco di Cursi - Comunicato Stampa


Cursi conto alla rovescia della fine! Una sciagura eolica senza precedenti pende sulla testa di ogni cittadino:
14 mega-torri eoliche mastodontiche ben più alte di 100m!
Il Sindaco con un manifesto informa gli ignari ed inermi cittadini!
Ma il Sindaco e la sua giunta cosa stanno facendo per fermare davvero questa catastrofe in coerenza con le dichiarazioni che aveva rilasciato contro questo "impianto della vergogna e dell'oppressione" solo alcuni mesi or sono ?



E' stato un fulmine a ciel sereno!  Sui muri della Città di Cursi un manifesto  a firma del Sindaco Edoardo Santoro  informa in questi giorni i cittadini, con burocratica nonchalance, della totale fine del suo paese , della fine del "paesaggio quotidiano" di tutti i cursiati, e della cancellazione di ogni bel ricordo identitario: un progetto di  14 mega torri eoliche mastodontiche di 3 MW di potenza ciascuna, alte ben oltre 100m, ben più grandi di ogni altra torre eolica mai installata ad oggi in tutto il Salento!

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Cursi, scempio nella cripta bizantina condannati i responsabili del restauro


LECCE - Tre decreti penali di condanna per 19.500 euro ciascuno ai presunti responsabili dello scempio della cripta bizantina di Cursi, in Salento. A firmarli il pm Antonio Negro, destinatari il direttore dei lavori,  il responsabile del procedimento e il titolare della ditta che ha eseguito gli interventi. A tutti viene contestata la violazione della legge 42 del 2004 sui beni culturali, per aver gravemente danneggiato l' ipogeo basiliano. Nella cripta, sotto sequestro, sarebbe stata sfondata una parete per collegarla con la scalinata d' accesso, danneggiata l' antica volta in pietra per la realizzazione di lucernai in acciaio e cristallo, asportati conci provenienti dalla facciata dal convento degli Agostiniani. - (chiara spagnolo)

fonte la repubblica del 17 giugno 2011 —   pagina 15   sezione: BARI


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Ri-aumento delle tariffe TARSU nel comune di Cursi e raddoppio dell'addizionale IRPEF

Neanche il tempo di metabolizzare l'aumento del 43% della tariffa TARSU anno 2011 che, la giunta comunale, a seguito della ricezione di un fax dall'ATO,  è costretta ad incrementare ulteriormente le tariffe aumentandole del 71%.
Quindi siamo costretti a rifare tutte le tabelle delle tariffe. Certo al Sindaco da fastidio questo servizio, se ne è lamentato  durante il consiglio comunale affermando "chi scrive di aumenti dovrebbe spiegare anche il perché, si dovrebbe documentare …." .
Ci permettiamo di contraddirla il compito di spiegare i motivi di questo aumento è un suo, si lo sappiamo ormai Lei è un politico a tutti gli effetti e le da fastidio parlare con i cittadini se non in prossimità di elezioni.
Allora parliamo noi di questi aumenti. Lei dice è colpa dell'ATO! bene ma da chi è composta l'ATO? Guarda un po' da tutti i sindaci (lei compreso).
Afferma che la colpa è del "vincolo legislativo" che ha costretto i comuni a passare dalla gestione diretta  alla gestione consorziata, chi ha voluto questo? I cittadini, i pseudo ambientalisti (sua dichiarazione che denota il suo animo gentile) o la classe politica a cui lei appartiene? Certamente la terza. Ormai tutti voi politici siete piccoli ingranaggi di un macchinario che stritola i cittadini  e fa guadagnare le lobby. Come ingranaggi non potete far altro che obbedire a padrini-padroni.
L'invito ad informarsi poi dove signor sindaco? Sulle delibere dell'ato? La informiamo che sono ferme al 2010 anzi sono ferme   alla Delibera n. 23 del 20/08/2010 e, per dire la verità molto spesso Lei risulta assente (visto signor 191 non solo leggiamo le delibere comunali ma anche quelle dell'ato, della provincia e della regione).
Lei sfida i pseudo ambientalisti a dimostrare che più si differenzia più si risparmia, cosa non vera anzi una  grossa bugia secondo Lei. Quando vuole Sindaco, organizzi un consiglio monotematico sulla gestione dei rifiuti ma, attenzione, consiglio aperto alla partecipazione del pubblico non i soliti consiglio dove i cittadini non possono intervenire.
Perché non dice che, avendo un bilancio sano e in attivo (cosa che più volte si è vantato in campagna elettorale), si potrebbe assorbire una quota degli oneri derivanti da tale servizio? In questo modo i cittadini sarebbero sgravati di una parte delle Tarsu pagata dal Comune.
Invece non abbiamo le condizioni generali di bilancio non consentono tutto ciò, anzi per sanare il bilancio, da una parte si devono rimettere le mani nelle tasche dei cittadini raddoppiando l'addizionale IRPEF, dall'altra si devono svendere i (pochi) beni immobili del comune.


 
Tariffe T.A.R.S.U.

Categoria Destinazione d’uso

Tariffa a mq anno 2009

Tariffa a mq anno 2010

Tariffa a mq anno 2011

Locali adibiti ad uso abitazione

1,10 €

1,40 €

2,40 €

Locali destinati ad uffici pubblici o privati, a studi professionali, banche, ambulatori e simili

2,18 €

2,80 €

4,50 €

Stabilimenti ed edifici industriali

2,13 €

2,70 €

4,50 €

Locali destinati a negozi o botteghe ad uso commerciale o artigianato, a pubbliche rimesse, a depositi di merci e simili

2,13 €

2,70 €

4,50 €

Alberghi, sale convegno, teatri, cinematografi, esercizi pubblici, osterie, trattorie, ristoranti, caffè, bar e simili

2,18 €

2,80 €

4,50 €

Colleggi, convitti, pensioni, case di cura, per la parte in cui si producono rifiuti assimilati ai rifiuti urbani, ai sensi dell’art. 3 del DM 25/5/1989 e simili

2,18 €

2,80 €

4,50 €

Associazioni sportive, culturali, ricreative, sindacali, politiche e associazioni varie aventi fini costituzionalmente protetti, scuole pubbliche e private

2,18 €

2,80 €

4,50 €

Aree adibite a: campeggi, distributori di carburante, stabilimenti balneari

2,18 €

2,80 €

4,50 €

Altre aree scoperte ad uso privato ove possono prodursi rifiuti

2,18 €

2,80 €

4,50 €

 
Cripta bizantina di Cursi lavori sospesi e tre indagati

Sigilli all'ipogeo: solo le macchine per la deumidificazione continuano a pompare aria per salvare le pareti dipinte

di CHIARA SPAGNOLO

Cripta bizantina di Cursi lavori sospesi e tre indagati

Per secoli la cripta bizantina di Cursi, una manciata di chilometri da Lecce, è stata luogo di preghiera e meditazione. Sconosciuta presenza sotterranea  fino agli anni '50, poi scoperta, restaurata, restituita ai cittadini e oggi finita al centro di un'indagine che, nei giorni scorsi, ha portato all'iscrizione di tre persone nel registro degli indagati. Tre avvisi di garanzia sono partiti dalla Procura della Repubblica di Lecce, su disposizione del sostituto procuratore Antonio Negro, che ha contestualmente mandato la guardia di finanza a sequestrare il sito. Da venerdì l'ipogeo denominato di Santo Stefano o di San Giorgio, ma più probabilmente dedicato a San Pietro, ufficialmente utilizzato fino al 1600 per i riti greci, è off limits. I lavori di restauro sono bloccati. Solo le macchine per la deumidificazione continuano a pompare aria per consentire che la temperatura e l'umidità si mantengano inalterate e prevenire in tal modo la formazione di muschi e licheni che potrebbero irrimediabilmente danneggiare le pareti dipinte.

La cripta sembra sonnecchiare, come ha fatto per secoli nella pancia del Salento. Sotto buio e silenzio. Sopra luce e polemiche. Ulteriormente alimentate dalla decisione della magistratura di apporre i sigilli all'ipogeo basiliano scavato nel tufo. Il provvedimento giunge a coronamento (ma non al termine) di una lunga indagine, avviata nella scorsa estate alla luce di alcuni esposti presentati dall'associazione Generazione e da cittadini di Cursi. Nel mirino i lavori di restauro della struttura sotterranea, inseriti negli interventi di realizzazione di un polo museale dell'arte basiliana, voluti dal Comune di Cursi e finanziati dalla Regione per 400.000 euro nell'ambito dell'Apq "Beni e attività culturali".

"Danni gravi sono stati causati al monumento", ha spiegato più volte il presidente di "Generazione" Giovanni Epifani, puntando il dito contro lo sfondamento di una parete per mettere in comunicazione la cripta con la scalinata d'accesso, il danneggiamento dell'antica volta in pietra per la realizzazione di lucernai in acciaio e cristallo, l'asportazione di antichi conci provenienti dalla facciata della  chiesa del convento degli Agostiniani. E alle sue denunce si è poi aggiunta quella di una cittadina, relativa a presunti abusi edilizi per la realizzazione di un vano in cemento all'ingresso della struttura, nonché alla possibile distrazione di denaro pubblico per l'utilizzo del finanziamento in maniera difforme dalle previsioni.

Negli esposti è stata inoltre contestata l'assenza dei pareri della Sovrintendenza che, dopo essere stata chiamata direttamente in causa, l'estate scorsa ha fatto capolino a Cursi. L'ispettore Daniela Tanzella è scesa nella stanza di forma ellittica e ha preso nota di quanto si stava realizzando, inviando poi una dettagliata relazione alla Procura, che, a sua volta, ha nominato come consulente il professore Francesco D'Andria. Anche lui nei mesi scorsi è sceso nei sotterranei di vico Bianco, osservando e appuntando quanto stava avvenendo, e dando un giudizio sostanzialmente negativo sugli interventi in corso. È stata proprio la sua relazione a convincere il magistrato della necessità di bloccare i lavori, disponendo il sequestro e inviando contestualmente l'avviso di garanzia al direttore dei lavori, al legale rappresentante della ditta che si è aggiudicata la gara ad evidenza pubblica e al responsabile del procedimento individuato dal Comune.

Tutti e tre sono chiamati a rispondere di un unico reato, ovvero la violazione della legge 4 del 2001 sulla tutela dei beni di rilevanza storico-ambientale. Proprio il coinvolgimento nell'inchiesta del tecnico comunale mette l'ente pubblico nella paradossale posizione di indagato e parte offesa, dal momento che la cripta è ubicata per una piccola parte sotto il giardino di un'abitazione e per il resto sotto una strada pubblica, nella zona più antica del paese denominata il "Trioti". Il sindaco Edoardo Santoro, tuttavia, non si allarma, anzi manifesta "fiducia nell'operato della magistratura e nelle scelte dei progettisti". Dal suo punto di vista tutto è stato fatto secondo le regole. A partire dalla gara per l'affidamento dei lavori, passando per i vari interventi, che gli oppositori definiscono "scempi", ma a suo dire rappresentano l'unica possibilità di procedere. E se pure la Sovrintendenza di Taranto, dopo i sopralluoghi estivi, aveva mostrato perplessità sull'assenza di indagini preventive, evidentemente nei mesi successivi l'amministrazione ha cercato di sistemare le cose.

A conferma di tanta buona volontà, la determinazione comunale del 22 marzo, nella quale si citano le pronunce positive della Sovrintendenza archeologica di Taranto e di quella per i Beni architettonici di Lecce, Brindisi e Taranto, che hanno autorizzato la realizzazione della condotta fognaria. Contemporaneamente il Comune nomina il dottor Francesco Esposito quale sorvegliante archeologico, assicurandosi  -  a detta del sindaco Santoro  -  un'attenzione specializzata sui lavori dentro e fuori la cripta. Attenzione che però, secondo la Procura, non è bastata ad impedire alcune deprecabili leggerezze, delle quali adesso i tre indagati sono chiamati a rispondere. Per loro, nel futuro prossimo, la possibilità di ricorrere al Tribunale del Riesame, chiedendo il dissequestro della cripta e ottenendo anche la possibilità di accedere a tutta la documentazione raccolta dal pm. Unendo le carte della Procura a quelle che le persone coinvolte hanno la facoltà di produrre, si potrà mettere insieme il mosaico che dirà la verità sull'ipogeo bizantino. Dando alla magistratura la possibilità di capire se è necessario mantenere la struttura sotto sequestro, oppure se i lavori possono andare avanti, avendo come unico obiettivo quello di salvare questa preziosa testimonianza dell'arte bizantina nel Salento.

Fonte: La repubblica del 17/4/2011


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Sequestro della Cripta di Cursi (articoli dei giornali)

Articolo de Il Paese Nuovo
La guardia di finanza mette sotto sequestro la Cripta di Cursi

Cursi (Lecce) – A furia di tenere alta l'attenzione sui lavori di recupero della Cripta bizantina di Cursi, alla fine, l'associazione “GenerAzione” ha raggiunto il suo obiettivo attraverso il sequestro del sito medievale ad opera della guardia di finanza.
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Articolo della Gazzetta del mezzogiorno
Sigilli alla Cripta

La guardia di finanza mette sotto chiave la cappella bizantina su disposizione della procura
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Articolo del quotidiano
Lavori e polemiche, sigilli all'antica cripta

Sequestrata a Cursi dalla Guardia di Finanza della Tenenza di Maglie, la Cripta di Santo Stefano che nei mesi scorsi ha suscitato tanto clamore per i restauri ritenuti inadeguati


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Articolo de  Lo scirocco
Cursi: Sotto sequestro la cripta di Santo Stefano

La Guardia di Finanza di Maglie ha bloccato i lavori di restauro. Soddisfatta l'associazione GenerAzione; il sindaco si dichiara tranquillo

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La guardia di finanza mette sotto sequestro la Cripta di Cursi


Venerdì 15 Aprile 2011 08:57

Cursi (Lecce)
– A furia di tenere alta l'attenzione sui lavori di recupero della Cripta bizantina di Cursi, alla fine, l'associazione “GenerAzione” ha raggiunto il suo obiettivo attraverso il sequestro del sito medievale ad opera della guardia di finanza.

Denunce alle fiamme gialle di Maglie, sit-in, esposti in difesa del patrimonio storico ed ambientale, presidi sotto la sede della Procura della Repubblica di Lecce e poi, l'incontro con il procuratore Cillo.

Una dura e lunga battaglia in difesa dei beni culturali da parte dell'associazione politico culturale “GenerAzione” tant'è che il suo presidente, Giovanni Epifani ha dichiarato: “il Vespasiano, il Bunker”, uno scempio perpetrato ai danni del territorio salentino, è l’ennesimo nodo che giunge al pettine. Dopo un imbarazzante silenzio, da parte dell’amministrazione comunale e degli apparati di partito che sostengono la stessa, emerge la verità dalla coltre di fumo. A chi a mistificato la realtà, a chi ha cercato di mettere nel ridicolo, i tanti cittadini che si sono adoperati per informare la cittadinanza salentina sull'importanza storico-artistica del monumento, GenerAzione chiede un salutare bagno d' umiltà e le dimissioni degli stessi da ogni incarico politico-istituzionale.”

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Fonte: Il Paese Nuovo.it del 15-04-2011

 
CURSI, I “GUAI” DELLA CRIPTA ED IL CAPARBIO SIT-IN

"Ripristinare urgentemente i luoghi". A difesa del patrimonio storico ed ambientale, Franco Belviso, un cittadino di Cursi, ogni mattina, dal 20 dicembre, si mette con un cartello davanti al Comune


di Giovanni Epifani *

Per i diritti violati nella ristrutturazione della Cripta Bizantina, a difesa del patrimonio storico ed ambientale, Franco Belviso, un cittadino di Cursi, dal 20 Dicembre, ogni giorno, per tutta la mattinata, manifesta il proprio dissenso, all’ingresso del Palazzo Comunale di Cursi, in piazza Pio XII.

Reclama l'avvio delle procedure da parte degli enti responsabili per il ripristino urgente dello stato dei luoghi. .

L'amore per le istituzioni, per i beni culturali ed ambientali del nostro territorio lo portano a manifestare in questo modo originale. .

Un cartello, raffigura lo scempio causato dai recentissimi interventi aggressivi di pseudo-infrastrutturazione che hanno portato al grave danneggiamento dell’antico monumento medioevale. .

Un cartello che Belviso lascia penzolare dal proprio collo per ricordare a tutti i cittadini, che il destino di un' importante testimonianza storico-artistica quale è quello della Cripta di Cursi, è appesa ad un filo.

Un filo di voce, da un lato, mentre dall’altro capo, è legato a virgole, a punti interrogativi, a cavilli capziosi. Un bandolo quest’ultimo che ha aggrovigliato ulteriormente questa vicenda, rendendola a gli occhi di tutti i cittadini poco chiara.

Fatti gravi riscontrati anche dalla Guardia di Finanza (lecceprima.it/articolo.asp?articolo=24544 ) e che hanno portato in quest’ultime settimane ad alcune denuncie per truffa e falso.

Quella di Franco Belviso è un’altra iniziativa, per sensibilizzare la cittadinanza salentina, dopo il primo storico sit-in proprio sotto la sede della Procura della Repubblica di Lecce, dove l’Associazione politico-culturale GenerAzione e il comitato cittadino di Cursi mobilitatosi a difesa della Cripta bizantina ha incontrato il Procuratore Aggiunto Ennio Cillo, dirigente del pool dei magistrati che combattono l'abusivismo edilizio.

Dopo i numerosi esposti fatti pervenire alla Procura dai cittadini e dall’ associazione GenerAzione, dopo che i militari della Guardia di Finanza della Tenenza di Maglie, hanno denunciato all’autorità giudiziaria, il tecnico direttore dei lavori per il reato di truffa, i due responsabili del procedimento per il reato di falso, il legale rappresentante dell’impresa per distruzione di beni archeologici ed esecuzione di ricerche archeologiche senza le previste autorizzazioni. Continua la mobilitazione contro quello che viene definito ormai dai cittadini il "vespasiano” anche attraverso la realizzazione di vignette apparse in questi giorni sul sito dell’Associazione.

* Presidente di Generazione, associazione politico-culturale e ambientalista di Cursi

Fonte: Lecceprima del 8/1/2011

 
Cripta Cursi: articoli dei giornali del 17-12-10

Articolo di LeccePrima
CRIPTA DI CURSI, NEI GUAI DIRETTORE LAVORI E TECNICI

Denunciati dalla guardia di finanza il professionista e due tecnici. Il primo per truffa, gli altri per falso. La ditta avrebbe inoltre eseguito lavori di scavo distruggendo parzialmente un silos
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Articolo de il Paese Nuovo


Cursi, irregolarità nell'appalto per i lavori del nuovo museo. Tre indagati

Lecce (Salento) – La guardia di finanza ha scoperto irregolarità nell'appalto per la realizzazione del polo museale a Cursi. Denunciato il tecnico e due responsabili del procedimento.
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Articolo del corriere del Tacco D'Italia

Cripta di Cursi: prime denunce
Deferito all'Autorità Giudiziaria il tecnico direttore dei lavori per il reato di truffa

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Articolo del quotidiano
CURSI Nel fascicolo dell'inchiesta il direttore incaricato e due impiegati del Comune.
Lavori alla cripta, tre denunce per truffa e falso

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Articolo della Gazzetta del mezzogiorno

CURSI : COMPENSI D'ORO AL PROGETTISTA PER I LAVORI ALLA CRIPTA DI SANTO STEFANO

Un museo e molti sospetti Tre indagati per falso e truffa
Ed inoltre gli scavi hanno distrutto un silos medioevale

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SIT-IN IN PROCURA A LECCE - articoli dei giornali

Articolo di LeccePrima
CRIPTA BIZANTINA, GLI ATTIVISTI DI CURSI IN PROCURA

Una delegazione dell’associazione GenerAzione del piccolo centro alle porte di Maglie hanno manifestato sotto la Procura per chiedere un intervento urgente della magistratura per salvare il monumento
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Articolo di Lo Scirocco
Un sit in per difendere la Cripta di Santo Stefano

L'associazione cittadina GenerAzione sollecita l'ntervento della Procura con una manifestazione in programma oggi
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Articolo della gazzetta del mezzogiorno

GLI AMBIENTALISTI RITENGONO CHE I LAVORI DI RESTAURO ABBIANO PROCURATO DANNI AL MONUMENTO BIZANTINO

"In pericolo la cripta di S. Stefano"
Un sit-in davanti alla Procura

L'associazione GenerAzione incontrerà il magistrato Ennio Cillo

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Articolo del quotidiano
Cursi:  Stamattina la manifestazione per sollecitare l'intervento della magistratura
Sos per la cripta, sit-in in Procura

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Articolo del corriere del Mezzogiorno
Danneggiati affreschi durante il restauro
La cittadinanza si mobiliterà in un sit-in
L’antica volta in pietra è stata sfondata in quattro punti
Domani prevista la manifestazione davanti alla Procura


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Articolo del Tacco d'Italia


Cripta bizantina di Cursi: sit in sotto la Procura


Manifesterà proprio sotto la sede della Procura della Repubblica di Lecce (in via Michele De Pietro), mercoledì mattina, dalle ore 9.30 e per tutta la mattinata, il comitato cittadino di Cursi mobilitatosi a difesa delle Cripta bizantina di Santo Stefano, "danneggiata gravemente da recentissimi interventi aggressivi di pseudo - infrastrutturazione dell'antico monumento medioevale, ancora in via di ultimazione".
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Articolo de Il Paese Nuovo
Cripta bizantina di Cursi, i cittadini in sit-in dinanzi alla Procura


Lecce (Salento) – Si è svolto questa mattina il sit-in di protesta sotto la sede della Procura di Lecce dei cittadini di Cursi che si stanno mobilitando in questi giorni a difesa della cripta bizantina di Santo Stefano. Il comitato cittadino ha voluto sollecitare in questo modo l’urgente intervento della magistratura leccese a difesa del patrimonio storico-culturale del loro paese.
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SIT-IN IN PROCURA A LECCE

SIT-IN IN PROCURA A LECCE
mercoledì 15 dicembre a partire dalle 9.30 per tutta la mattinata


I cittadini di Cursi a difesa della loro storia chiederanno di incontrare il magistrato che sta indagando sui gravi reati commessi a danno dell'antica cripta bizantina.

Un primo originale sit-in per sollecitare l'urgente intervento della magistratura leccese a difesa del patrimonio storico-culturale!


In uno primo storico sit-in proprio sotto la sede della Procura della Repubblica di Lecce (in via Michele De Pietro), l'amore per le istituzioni e per i beni culturali ed ambientali del nostro territorio porterà a manifestare, mercoledì  mattina dalle ore 9.30 e per tutta la mattinata, il comitato cittadino di Cursi mobilitatosi a difesa delle Cripta bizantina di Santo Stefano a Cursi, danneggiata gravemente da recentissimi interventi aggressivi di pseudo-infrastrutturazione dell'antico monumento medioevale, ancora in via di ultimazione.
Dei lavori, presentati pubblicamente come restauro della cripta, intercettando un finanziamento regionale di 400.000 euro, nonostante la cripta fosse già stata restaurata e consolidata con la massima cura tecnico-scientifica nel 1998-99, hanno danneggiato gravemente il manufatto. L'antica volta in pietra è stata sfondata in ben quattro punti per l'apertura di lucernai in acciaio e cristallo, totalmente anacronistici! E' stata addirittura realizzata una scalinata d'accesso in cemento armato scavando nelle adiacenze della cripta sfondando lateralmente una parete dell'ipogeo.   
Il tutto nonostante la cripta abbia già un'antica scalinata in pietra ed un comodo accesso storico di discesa  ostruito ormai da decenni, e che si sarebbe dovuto invece ripristinare con saggezza, e come addirittura previsto dallo stesso progetto approvato, e poi così incomprensibilmente disatteso!
Ad di sopra del nuovo assurdo vano scala, una struttura, definita ormai dai cittadini, canzonatoriamente, il "vespasiano" o il "bunker",  in cemento ed acciaio, camuffata da copertura in pietra, nel bel mezzo dell'unica via d'accesso, Vico Bianco, al largo della cripta, rappresenta l'orrore più evidente in superficie dello scandaloso inutile intervento sul monumento storico-religioso. Tutti gravi danneggiamenti anche verificati dalla stessa dottoressa Tanzella, della Soprintendenza Archeologica di Bari, alcuni mesi fa, dopo il sopralluogo sollecitato dagli stessi cittadini allarmati, e che ha inoltrato, anche lei, alla Procura, una relazione a conferma dello scempio.  
Numerosi esposti sono giunti dai cittadini e dalle associazioni e comitati di Cursi alla Procura, nelle scorse settimane e mesi, perché intervenisse con urgenza per sequestrare il cantiere a sospensione dei lavori per evitare danni ulteriori. Almeno 4 esposti in cui si denunciano reati quali abusivismo edilizio, distrazione di denaro pubblico, abuso d'ufficio, danneggiamento di beni culturali, falso in atto pubblico, ecc.  
Scopo della manifestazione, dove per la prima volta dei cittadini uniti scendono in strada sotto la sede della Procura di Lecce a difesa del patrimonio storico ed ambientale, è quello di informare la cittadinanza salentina, con un'azione di volantinaggio, sull'importanza storico-artistica del monumento e sulle forti inadempienze degli organi istituzionali preposti alla sua massima tutela. I manifestanti incontreranno il Procuratore Aggiunto Ennio Cillo, dirigente del pool dei magistrati che combattono l'abusivismo edilizio, cui faranno dono simbolico di alcune riproduzioni sulla tipica pietra leccese di Cursi, delle preziose icone della cripta bizantina, rappresentanti San Pietro, San Nicola e Santa Parasceve, ad attestazione della notevole preziosità culturale del monumento, scrigno di storia ed identità, che proprio il ritardo degli enti di controllo e di giustizia ha consentito di danneggiare ulteriormente.
"Come ha potuto il Comune di Cursi portare avanti un simile scempio?" I cittadini denunciano pubblicamente con questo sit-in l'operato del Comune di Cursi e del suo Ufficio Tecnico.
"Lo scempio è fatto, gli abusi sono stati denunciati, ma i cittadini di Cursi staranno lì, sotto la Procura, nonostante il freddo, a testimoniare con la loro presenza, e a reclamare i diritti violati, perché il doveroso e ancora atteso intervento della Procura sia quanto più celere possibile, per il sequestro delle strutture, l'abbattimento-demolizione dei corpi di fabbrica in cemento realizzati, e l'avvio delle procedure da parte degli enti responsabili per il ripristino urgente dello stato dei luoghi, la ricostruzione della parete e della volta della cripta nei punti di sfondamento, da restaurare con materiali litici e malte studiate ad hoc che simulino per consistenza e colore la roccia preesistente, il colmamento del nuovo vano scala neocostruito ed il ripristino della scalinata originale d'accesso in pietra, come previsto nello stesso progetto, al più con realizzazione di una copertura-volta discreta in legno, e-o pietra leccese, senza più l'intollerabile uso del cemento. Vigileremo finché tutti i danni non saranno totalmente risanati nel massimo rispetto del prezioso monumento! "
                                                                               GenerAzione - Associazione politico-culturale e ambientalista di Cursi

 
Nuovo manifesto a firma generAzione: Comunicato stampa

Comunicato stampa


Noi Generazione chiediamo attraverso un manifesto pubblico
la partecipazione attiva dei nostri concittadini


Stanchi di essere chiamati "ignoranti", di essere tacciati di incompetenza, di essere giudicati o accusati di calunniare il sindaco e l'amministrazione, solo perché ci interessiamo alla comunità e alle scelte che per essa vengono effettuate, abbiamo deciso di pubblicare l'ennesimo manifesto per far conoscere ai cittadini l'operato dei nostri amministratori.
Un manifesto che abbiamo deciso di rivolgere direttamente ai nostri concittadini perché siano loro stessi ad informarsi e a vigilare sugli interessi che coinvolgono la comunità, perché solo esigendo attenzione e risposte si può giungere a una buona amministrazione.
Un manifesto in cui abbiamo parlato di tutte quelle che sono state le scelte dell'amministrazione nell'ultimo periodo di come si sono affrontante determinate situazioni, chiedendo ai nostri concittadini di essere più presenti e attivi alla vita amministrativa. Non è giusto, infatti, che siamo e siano interpellati solo nel periodo elettorale, abbiamo chiesto di informarsi del bilancio, degli edifici comunali, di quelli che non sono stati ancora svenduti come vengono utilizzati e con quali incassi per il comune e la comunità, abbiamo parlato dei 400.000€ della cripta, utilizzati per danneggiarla e costruire un enorme "vespasiano"; abbiamo parlato del fotovoltaico e di quanta poca cura prestano all'ambiente, al territorio o alla sicurezza stradale con delle rotatorie che anziché migliorare e rendere più sicure rendano la viabilità più pericolosa. Tutto questo e molto altro lo potete leggere voi stessi nel manifesto allegato che, nonostante sia stato affisso più di una settimana fa, rimane ancora attuale, senza le tanto attese risposte dell'amministrazione eccezion fatta per il megaparcheggio, infatti, nel consiglio comunale del 27/11/2010, la costruzione del megaparcheggio è stata bloccata (per essere più precisi attendiamo la pubblicazione della delibera sull'albo on-line del comune di Cursi). Speriamo riusciate dare spazio alla notizia, perché solo grazie al vostro contributo, solo grazie alla collaborazione dei media si può sperare di sensibilizzare l'opinione pubblica e sperare in una buona prassi amministrativa.

Generazione è un'associazione politico culturale che crede in un mondo migliore e spera che solo attraverso la sensibilizzazione sui temi importanti come l'ambiente, la cultura e il territorio si possa sperare in un futuro migliore. Potete leggere di noi sul nostro sito: http://www.generazionecursi.it/

Generazione Cursi


Info:
www.generazionecursi.it


 
Nuovo manifesto a firma generAzione:Articolo di LeccePrima

GENERAZIONE ALLA GENTE: “CONTROLLATE CHI AMMINISTRA”

Il gruppo giovanile di Cursi, con un manifesto pubblico, sensibilizza la cittadinanza ad una maggiore partecipazione e chiede di prestare migliore attenzione alla gestione amministrativa odierna.


CURSI – “Stanchi di essere chiamati ignoranti, di essere tacciati di incompetenza, di essere giudicati o accusati di calunniare il sindaco e l’amministrazione, solo perché ci interessiamo alla comunità e alle scelte che per essa vengono effettuate, abbiamo deciso di pubblicare l’ennesimo manifesto per far conoscere ai cittadini l’operato dei nostri amministratori”. Generazione Cursi, gruppo politico giovanile della piccola realtà salentina rispedisce al mittente le accuse patite, dopo l’affissione di un manifesto pubblico, in cui i suoi esponenti si rivolgono direttamente alla cittadinanza perché quest’ultima si informi e vigili “sugli interessi che coinvolgono la comunità, perché solo esigendo attenzione e risposte si può giungere a una buona amministrazione”.

Un manifesto in cui Generazione Cursi ha parlato delle ultime scelte dell’amministrazione nel recente, chiedendo ai concittadini maggiore presenza e partecipazione attiva alla vita amministrativa: “Non è giusto – dichiarano -, infatti, che siamo e siano interpellati solo nel periodo elettorale, abbiamo chiesto di informarsi del bilancio, degli edifici comunali, di quelli che non sono stati ancora svenduti come vengono utilizzati e con quali incassi per il comune e la comunità”.

Nel manifesto, Generazione Cursi ha anche parlato dei 400mila euro della cripta “utilizzati per danneggiarla e costruire un enorme ‘vespasiano’”, del fotovoltaico e di “quanta poca cura viene prestata all’ambiente, al territorio o alla sicurezza stradale con delle rotatorie che anziché migliorare e rendere più sicure rendano la viabilità più pericolosa”. Nessuna risposta, secondo il gruppo giovanile, è arrivata dall’amministrazione sui temi trattati nel manifesto, eccezion fatta per un megaparcheggio, che, nel consiglio comunale del 27 novembre scorso, sarebbe stata sospesa.

“Generazione – ribadiscono i propri rappresentanti - è un’associazione politico culturale che crede in un mondo migliore e spera che solo attraverso la sensibilizzazione sui temi importanti come l’ambiente, la cultura e il territorio si possa sperare in un futuro migliore”.
Fonte LeccePrima del 2-12-2010

 
Nuovo manifesto a firma generAzione: Articolo del Quotidiano

CURSI: Sui muri del paese un manifesto dell'associazione politico culturale "Generazione Cursi"

Appello ai cittadini: "Controllate gli amministratori"

Sui muri di Cursi in questi giorni sono apparsi dei manifesti che invitano il cittadino a riflettere sull'operato dell'amministrazione, a scrivere è Generazione Cursi, un'associazione politico culturale molto attenta alle problematiche del territorio. Si legge: "Ehi tu, cittadino, sì proprio tu che leggi questo manifesto, tu che quotidianamente sei raggirato, tu che sei posto al centro della scena politica solo un mese prima delle elezioni; non sei stanco di tut-to questo? Non sei stanco di girarti dall'altra parte e far finta di niente, per non esporti contro questi "politicanti"?". Continuando a leggere si scoprono riferimenti al patrimonio storico-artistico e in particolare al finanziamento di 400.000 euro che "danneggia la cripta con la costru-zione di un enorme "Vespasiano""; o alla sicurezza stradale messa in pericolo da "rotonde assurde"; denunciano, inoltre, la mancanza di programmazione dell'amministrazione che ha lasciato il paese senza polizia municipale facendo scadere la graduatoria dei vigili trimestrali e ricorrendo ai vigili di Maglie, e "i giovani della graduatoria?". Nel manifesto invitano il cittadino "a non far finta di niente quando nessuno fa sapere quali beni immobili possiede il comune e quelli che non ha ancora svenduto, come vengono utilizzati? da chi? con quali incassi? con quali benefici per il comune di Cursi e per l'intera comunità?". Tanti perché che l'associazione pone ai cittadini invitandoli ad informarsi e "a far sentire il fiato sul collo di questi amministratori".                                                                                                       A.M.V.

Fonte: Il nuovo Quotidiano del 01-12-2010

 
Nuovo manifesto di protesta a firma generAzione

Ehi tu, tu cittadino,   si proprio tu che leggi questo manifesto,

tu che quotidianamente ti raggirano, tu che sei posto al centro della scena politica per un solo mese: prima delle elezioni.
Non sei stanco di tutto questo? Non sei stanco di girarti dall'altra parte e far finta di niente, per non esporti contro questi "politicanti"?  Non sei stanco di come tanti anni di mala politica hanno diviso il paese in tre gruppi? Insieme possiamo distinguere la popolazione di Cursi su una scala di tre gruppi: Un 1° gruppetto (molto ristretto)  "degli amici degli amici" che tutto possono e tutto gli è dovuto; un 2° gruppo (molto più ampio) che viene lasciato sull'uscio, ad ammirare ed invidiare il primo gruppo sperando di ottenere qualcosa che magari spetta di diritto; infine il 3° gruppo dei dissidenti di questo sistema paesano, sistematicamente combattuto, offeso, delegittimato e qualche volta persino deriso.
Continui a far finta di niente quando attentano al tuo patrimonio storico artistico spendendo 400.000€ per danneggiare la cripta e costruirci sopra un orribile  "vespasiano"?
Continui a non interessarti quando attentano alla tua sicurezza costruendo rotonde assurde o quando fanno rimanere il paese senza vigili, non a per di motivi di salute, ma solo per manifesta incapacità a programmare? I signori della politica hanno avuto a disposizione tre anni: tanto durava la delibera di giunta n. 111 del 07/09/2007 scaduta il 09/09/2010 e rinnovata solo a fine ottobre con delibera di giunta 131 del 28/10/2010. Nonostante ciò ancora nessuno è stato richiamato perché? Perché non si riesce ad applicare nemmeno una propria delibera? E ancora, che ci fanno i vigili di Maglie con i giovani della graduatoria di Cursi?
Continui a far finta di niente quando osservi lo scarso interesse verso i nostri bambini? prova a chiedere ai  genitori presenti alla riunione della scuola paritaria (asilo) dove, un Sindaco molto superficiale, dichiarava, tra lo sconcerto dei presenti, che il servizio trasporto (pulmino) partiva senza che lui ne fosse a conoscenza, e che la mensa partiva con notevole ritardo a causa dei lavori di ristrutturazione (evidentemente mal pianificati) e la non disponibilità di una stanza occupata ancora da vari oggetti della nota iniziativa di quest'estate (autorizzata dallo stesso sindaco che ne fa parte).
Continui a far finta di niente anche quando distruggono il tuo ambiente come nel caso  del fotovoltaico con le già note prese in giro da noi precedentemente denunciate? o il caso del megaparcheggio sotterraneo da costruire a Cursi già  approvato da solo 9 consiglieri di maggioranza? perché? a cosa serve? ne avevamo davvero bisogno?
Ancora, davvero fai finta di niente con tutti i laboratori di pietra leccese che stanno nascendo? Hai mai provato a chiedere quanti sono? quanti producono veramente? quante nuove aziende sono nate? quanti nuovi posti di lavoro hanno creato? a cosa è collegato tutto questo interesse?
Continui a far finta di niente quando nessuno ti fa sapere quali beni immobili possiede il comune? e quelli   rimasti e che non hanno svenduto, come vengono utilizzati? da chi? con quali incassi? con quali titoli? con quali scopi? con quali benefici per il comune di  Cursi e di conseguenza per l'intera comunità?
Noi ci fermiamo qui poiché, purtroppo, non basterebbe un solo manifesto e di conseguenza, volutamente, tralasciamo alcuni argomenti sicuramente non di minore importanza!  Gli anziani raccomandavano di ascoltare le 2 campane prima di giudicare invece……? si continua a far finta di niente! la tua indifferenza è incoraggiata e apprezzata da questa amministrazione che teme le riprese televisive ed evita di informare sui grandi progetti. Per esempio: sapevi qualcosa dei 400.000€ della cripta? Sei stato informato sul progetto, già approvato, di riqualificazione Piazza Ungolaro di 525.000€? E del progetto di 1.000.000€ sul recupero di una cava dismessa? Perché non si informano i cittadini dei grandi progetti? in fondo dovrebbero essere i diretti interessati! E per quanto riguarda gli 11 mutui rinegoziati per un totale di 1.140.448,52€ sapevi qualcosa? si sanno quali benefici avremo noi cittadini e come saranno spesi i soldi? Nulla trapela perché è nel loro interesse non informarci e lasciarci all'oscuro di tutto.
Informati: chiedi a tutti i consiglieri, chiedi a chiunque per avere risposte esaustive e compara, leggi le notizie sul nostro sito ma, soprattutto, è molto importante far sentire il tuo fiato sul collo di questi amministratori.


Ora ti starai chiedendo che cosa hai fatto per meritarti tutto questo ( a parte votarli)

 
Abuela Grillo: La toccante storia dell'acqua quale diritto di tutta l'umanità!


Abuela Grillo - "Nonna Grillo" - è un breve ma emozionante cartone animato sui popoli e il loro diritto all'acqua Bene di tutti  e pubblica. Questo toccante lavoro creativo è il risultato di una iniziativa di scambio culturale avvenuta tra la Bolivia e la Danimarca, realizzata grazie alla collaborazione di artisti di cinema di animazione boliviani assieme al dipartimento di formazione pedagogica danese The Animation Workshop, con il sostegno della Comunidad de Animadores Boliviani e la Reale Ambasciata di Danimarca.


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Allarme per il latte scaduto riciclato: è solo una bufala


Sta dilagando un appello via mail che mette in guardia contro il latte che, una volta scaduto, verrebbe ribollito e riciclato fino a cinque volte in maniera legale: il numero di riciclaggi verrebbe indicato da un numero sulla confezione.

Questa è l'email giunta nella nostra casella di posta:
Per chi beve latte
(pubblicata da Roberta Lusco il giorno giovedì 30 settembre 2010 alle ore 14.36)
Il latte ha una scadenza.
Il latte scaduto non venduto viene mandato di nuovo al produttore che PER LEGGE può effettuare di nuovo il processo di pastorizzazione a 190 gradi e rimetterlo sul mercato.
Questo processo PER LEGGE può  essere effettuato fino a 5 VOLTE.
Il produttore è obbligato a indicare quante volte è stato effettuato il processo, e in effetti lo indica, ma a modo tutto suo, nel senso che chi si è mai accorto che il latte che sta bevendo è scaduto e ribollito chissà  quante volte? Il segreto è guardare sotto il tetrabrick e osservare i numerini.
Ci sono dei numeri 12345. Il numero che manca indica quante volte è scaduto e poi ribollito il latte.
ES. 12 45 manca il "tre": scaduto e ribollito 3 volte.
Ma non finisce qui, perché in uno scatolo da 12 buste ci saranno alcune buste dove manca il numero e altre dove ci saranno tutti i numeri.
Attenzione tutto lo scatolone avrà  ricevuto questo trattamento. In questo modo le aziende si arricchiscono, riciclando di fatto il latte scaduto, e chi ne paga le conseguenze siamo noi che di fatto beviamo acqua sporca.

DIFFONDETE


Ripetiamo è una grossa bufala.

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Volantinaggio contro lo scempio della cripta a Cursi 6 e 7 agosto 2010

Le sere del 6 e 7 agosto la nostra associazione ha effettuato un volantinaggio nei pressi di vico bianco a Cursi per sensibilizzare cittadini e turisti circa le gravi irregolarità nei lavori di restauro della Cripta di Santo Stefano o San Giorgio, confermate anche dal controllo effettuato da parte della Soprintendenza dei Beni Archeologici.
Abbiamo distribuito i nostri volantini alle tantissime persone che sono venute a visitare la cripta spinte dalla notizia dell'inaugurazione  che, erroneamente, veniva indicata nella serata del 6 agosto.
Tutte le persone si potevano rendere conto di persona dello scempio da noi denunciato, di come 400 000 euro di fondi pubblici siano serviti per danneggiare l'antico monumento! Di come sia stato possibile costruire un'assurda struttura, totalmente in cemento e successivamente rivestita in pietra leccese e realizzarla nel bel mezzo dell'unica via d'accesso, Vico Bianco, sul  largo che insiste al di sopra della cripta.
Così con il nostro volantino in mano e gli occhi sgranati sull'assurda struttura le persone non potevano far altro che chiederci il perché di tutto questo rimanendo ancora più mortificati quando si accennava ai danni arrecati alla cripta stessa. In queste condizioni era impossibile darci torto.
Ma il nostro compito non è finito qui, ci siamo dovuti sobbarcare un compito non nostro! Molte persone, sono arrivate convinte di trovare la cripta innagurata e, finalmente, visitabile ma  sono rimaste deluse dall'impossibilità di visitare la cripta, dalla mancanza di un addetto a fornire spiegazioni, di un cartello che desse il minimo d'informazioni. Addirittura molti turisti, ingannati dal cartellone dei lavori alla cripta scambiavano la casa della signora Maniera per l'ingresso della cripta.
Così tornavano da noi a chiedere notizie sulla cripta investendoci di un ruolo non nostro ma che abbiamo svolto ben contenti, potevamo illustrare  anche il bello di Cursi nel vano tentativo di risollevare il morale. A molti turisti, che volevano approfondire la conoscenza della cripta, abbiamo suggerito il libro del prof. Giannuzzi, Cursi:cripta di S.Stefano o di S.Giorgio.
Tantissimi ci hanno augurato di tenere duro e di continuare a combattere contro l'ennesimo tentativo di rovinare un bene storico, in modo  da riuscire  a tramandarlo alle future "generAzioni"

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